Baroni: il mio Pescara è in rampa di lancio

19 Novembre 2014

Il tecnico applaude i biancazzurri: «La squadra è sempre sul pezzo, così si va lontano». Ora il club pensa al rinnovo

PESCARA. «Sempre sul pezzo, questa cosa mi piace». Il Pescara ora ci crede. Marco Baroni ha lucidato tutta la sua argenteria per diverso tempo prima di esporla nel migliore di modi. Due partite, 6 punti, 6 gol realizzati e una sola rete incassata. I biancazzurri hanno iniziato a carburare, ma guai a mollare la presa. «Adesso bisogna dare continuità ai risultati», osserva Baroni, prima dell’allenamento al centro sportivo Vestina.

«Abbiamo intrapreso una strada che può portarci lontano. Ho visto segnali importanti e nelle ultime due gare abbiamo sfoggiato prestazioni di forza e carattere». Come piace a lui, che finalmente ha trovato la vera identità del Delfino. «Si, abbiamo trovato la nostra identità. Siamo stati bravi a superare compatti tutti i momenti di difficoltà e abbiamo preso una strada giusta che può portarci lontano, ma bisogna rimanere con i piedi per terra». Come li dovrà tenere Pippo Maniero, che sta segnando valanghe di gol, come fece Ciro Immobile con Zeman. «Maniero sta dando grandi risposte, come lo stesso Melchiorri. Forse in passato c’è stato l’equivoco nel fatto che alcuni giocatori non potessero coesistere. Da Pippo, però, mi aspetto ancora tanto e, crescendo di condizione, potrà migliorare tantissimo. Anche Melchiorri non si rende conto di quanto sia forte».

Insomma, i margini di miglioramento sono tanti. «La cosa che mi fa più piacere è che siamo tutti sul pezzo e il nuovo assetto ci sta dando più tenuta e solidità. Nel calcio non contano i nomi, ma la grinta e la voglia che si mette in campo». Segnali che sono arrivati? «Si, contro il Frosinone, nonostante il 3-0, abbiamo difeso il risultato con grande determinazione, basti vedere l’espulsione di Pesoli a pochi minuti dalla fine. Eravamo tutti concentrati nonostante il vantaggio. Questo è il calcio che ci vuole in questa categoria».

Abbandonato la sottospecie di 4-3-3 zemaniano, ora si vede davvero la mano di Baroni su questa squadra. «Non mi sono fossilizzato sul 4-3-3 zemaniano. Dobbiamo essere noi stessi senza scopiazzare. Prima non potevo utilizzare un sistema di gioco diverso, ma con l’arrivo di Memushaj sono stati aperti altri scenari». E Baroni pensa anche all’ultraoffensivo 4-2-4: «Si, possiamo farlo in fase di possesso, ma da parte della squadra ci vorrà uno sforzo ulteriore perché bisogna sacrificarsi». Sono rientrati anche i nazionali Memushaj e Bjarnason, ma per Baroni il secondo in questo momento potrebbe rappresentare un problema , visto che non sta attraversando un periodo esaltante. «Non è vero. Birk nel primo tempo di Brescia ha fatto molto bene, ma è chiaro che tutti ci aspettiamo molto da lui».

Pian piano rientreranno squalificati e infortunati e sarà un problema gestire una rosa così vasta. «Meglio averli di questi problemi, che vivere sempre una situazione d’emergenza», tira dritto Baroni che ha capito davvero che il Pescara è pronto per il decollo e tra due settimane c’è il derby con il suo ex Lanciano. «Al derby non ci penso. Bisogna preparare al meglio la partita di Modena. Una gara importante contro una squadra allenata da un tecnico esperto come Novellino. Dovremo fare molta attenzione, quello del Braglia per noi sarà un test molto importante».

Il Pescara vuole tornare a recitare un ruolo da protagonista in una B che finora ha regalato diverse sorprese. «Questo è un campionato molto equilibrato. Le big fanno un po’ fatica, come il Catania, ma è normale. Guardate il Palermo l’anno scorso. Alla fine i valori verranno fuori. Noi dobbiamo pensare a consolidare quello che abbiamo costruito perché per fare bene bisogna trovare continuità». E la società sta già pensando di esercitare la clausola per il rinnovo di contratto dell’allenatore.

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