Baroni: Pescara, conquista l’Adriatico

Novità in difesa, il tecnico rilancia Pesoli in coppia con Salamon
PESCARA. Riprendersi l’Adriatico. Marco Baroni ha un solo obiettivo: far riavvicinare i tifosi al Pescara. Oggi pomeriggio arriva la capolista Frosinone sospinta da mille tifosi al seguito. Nel primo quarto d’ora di gara nello stadio probabilmente si sentiranno solo loro, visto che gli ultrà della curva Nord entreranno all’Adriatico con 15’ di ritardo come protesta contro squadra e società, protagonisti di un avvio di campionato deludente. I tifosi vogliono vedere un altro segnale, dopo quello di Brescia, altrimenti difficilmente tornerà il sereno. «Dobbiamo riconquistare i nostri tifosi», è il pensiero dell’allenatore Marco Baroni, «e dobbiamo farlo attraverso una prestazione importante». Il nocchiero del Pescara ci crede, ma sa bene che non sarà semplice battere il Frosinone che arriva a Pescara guardando tutti dall’alto in basso. Al Delfino manca praticamente tutto il centrocampo con le assenze di Bjarnason, Memushaj, Nielsen e Lazzzari. Baroni in settimana ha dovuto fare gli straordinari, ma non vuole piangersi addosso. «Sì, certo, siamo in emergenza», dice, «ma questa situazione ha stimolato il gruppo e in questi casi a me non piace trovare alibi. Questa con il Frosinone è la partita giusta», continua l’ex Lanciano, «abbiamo grande rispetto dei nostri avversari, ma non abbiamo paura».
Il Pescara con la vittoria di Brescia ha riacquistato un po’ di fiducia e serenità. Il Frosinone in questo momento ha tutti i fari puntati addosso e potrebbe anche accusare il colpo con tutte le pressioni che ci sono attorno all’ambiente. «Di certo non mi aspetto regali da parte dei nostri avversari. Loro sono forti e con il tempo hanno raggiunto dei livelli d’autostima importanti. Noi non dobbiamo pensare ai fattori esterni, ma solo al lavoro con grande concentrazione. La mia squadra negli ultimi tempi ha fatto passi in avanti». Oggi, però, si giocherà in un clima particolare, calcolando il comunicato del club Rangers diramato in settimana in cui viene ribadita la protesta con lo sciopero del tifo per il primo quarto d’ora di gioco. «Ho rispetto dei tifosi perché sono fondamentali per noi. A Pescara si vive di calcio anche durante la settimana. Il compito nostro è quello di riaccendere la fiamma. La vittoria di Brescia è stata solo una piccola fiammella. Ora sta a noi riaccendere il grande fuoco». E quando gli si chiede se il clima non proprio favorevole alla sua squadra potrebbe creare problemi, risponde così: «Non deve diventare un alibi. Con il Frosinone sarà una partita difficile e mi aspetto che il gran tifo arrivi dopo». Lasciando da parte gli aspetti ambientali, Baroni analizza la partita e spiega in che modo affronterà la capolista. «Siamo contati. Zuparic potrebbe giocare a centrocampo accanto ad Appelt Pires. Dario può interpretare bene quel ruolo». L’altra novità in difesa. Il tecnico, infatti, ha deciso di rilanciare Emanuele Pesoli, che non gioca una gara dall’inizio dalla trasferta di Catania, ovvero un mese e mezzo fa. Pesoli è di Anagni ed è cresciuto a Frosinone. Baroni vuole recuperarlo. «In difesa Pesoli lo sto vedendo giorno per giorno sempre meglio». Il Frosinone arriva a Pescara con il migliore attacco del torneo (22 gol fatti) e la difesa meno battuta (9 reti subite). Il tecnico conosce bene tutte le insidie della gara. «Loro sono devastanti nelle ripartenze», afferma. «Bisogna interpretare la partita in entrambe le fasi. Dobbiamo attaccarli e allo stesso tempo bisogna fare attenzione in fase difensiva. Loro giocano con una specie di 4-2-4 pericoloso e sono bravissimi nel creare palle gol. Comunque noi dobbiamo fare la nostra partita e il risultato finale passa tutto dalla nostra prestazione».
Il vento è cambiato? Melchiorri in settimana ha detto che ha visto un Pescara più motivato: «Sono d’accordo. Ci siamo legati molto durante le situazioni di difficoltà. I miei segnali, come quelli di Bari, sono stati recepiti bene. Ora siamo più uniti».
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