Baroni: Pescara, ora tocca a me

“Cantiere” chiuso con gli ultimi 4 colpi che soddisfano il tecnico: adesso mi aspetto molto dai giocatori
PESCARA. Il cantiere è chiuso. Bisognava ultimare i lavori per rendere solido il progetto e i dirigenti hanno rispettato le scadenze.
La ricostruzione è completata, Marco Baroni non aspettava altro. L’ultimo giorno di calciomercato gli ha regalato quattro rinforzi di qualità: Salamon, Guana, Pasquato e Memushaj. I primi tre sono pronti per l’uso, mentre il centrocampista albanese sarà arruolabile tra un po’.
«Ringrazio la società», ha detto Baroni, «avevo fatto delle richieste, peraltro condivise con i dirigenti, per completare l’organico. Adesso la rosa possiede valori importanti e a questo punto l’obiettivo è ridurre i tempi di assemblaggio della squadra». Insomma, le qualità ci sono, ma il tutto dovrà essere verificato: 21 volti nuovi sono un’enormità. Tuttavia, la gara di esordio ha mostrato un gruppo capace di mettere in pratica le direttive dell’allenatore. «Contro il Trapani si sono viste cose incoraggianti, a partire dall’atteggiamento. Abbiamo segnato una traccia, ora bisogna seguirla». Sembra che il campionato del Pescara cominci domenica a Terni.
«Affronteremo una compagine solida, che ha iniziato benissimo: è la gara ideale per vedere di che pasta siamo fatti». La sensazione è che il tecnico sia contento, ma che non abbia nessuna voglia di dimostrarlo. Meglio non farsi trascinare dal clima di fiducia che caratterizza l’ambiente. «Sono molto ambizioso, ma non serve sbandierarlo. Continuo a parlare di “fari spenti” non perché sia utile alleggerire le responsabilità. L’unico motivo è che la squadra deve essere proiettata al lavoro quotidiano. Vincere non è una cosa facile, dirlo è semplice, ma riuscirci è ben più complesso. Preferisco parlare poco e sudare tanto».
Il mercato è alle spalle, ora i biancazzurri potranno concentrarsi solo su questioni di campo. «Per fortuna. Lasciare le porte aperte con tutti questi “spifferi” può essere pericoloso». Il ricco assortimento potrà spingerlo a cambiare sistema di gioco. «Non escludo che possa esserci qualche soluzione diversa, ma non in questo momento». Baroni respinge con decisione l’insidia rappresentata dalla forte concorrenza. «L’interesse del gruppo viene prima di ogni cosa. Dobbiamo pensare da squadra, questo è uno sport dove le individualità non possono raggiungere da sole il traguardo. Non temo l’abbondanza, prediligo essere leale con i ragazzi».
Infine, un giudizio su alcuni singoli, a cominciare dall’esperto Roberto Guana.
«Può ricoprire sia il ruolo di vertice basso di centrocampo che l’interno. Ci apre molte soluzioni, ad esempio giocare a due in mediana. Guana è quell’uomo di spessore che avevo richiesto, ci arricchirà sotto tutti i punti di vista. Anche Salamon potrà essere utilissimo in difesa. Non sarà un problema entrare nei nostri meccanismi: lui ha forza, struttura e tecnica».
L’allenatore si aspetta molto anche da Pasquato: «Non è una scommessa, Cristian ha già visto passare qualche treno. Ha un talento enorme e sa che per sfondare dovrà fare qualcosa di diverso». Al centro dell’attacco, Riccardo Maniero è una certezza. «Non a caso gli ho dato la fascia di capitano, ma deve conquistarla ogni giorno. Sono contento delle sue prestazioni. Non solo lui, ma tutti dobbiamo crescere per diventare una squadra forte, determinata, cattiva e cinica». Appunto, il cinismo, dote indispensabile per arrivare in alto. «Quando si creano tante palle gol devi chiudere le gare, questo aspetto va migliorato».
Giovanni Tontodonati
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