Baroni: "Play off alla portata ma il Pescara deve restare unito"

Il tecnico biancazzurro torna sulla sconfitta col Brescia: «Colpa mia, ho caricato troppo la squadra». E poi sulla gara di Frosinone: «Qualcosa cambierò, non il modulo: i ragazzi hanno bisogno di certezze»
PESCARA. Quando comincia l’incontro con i giornalisti, è da poco finita la riunione tecnica tra Baroni e i calciatori. Le immagini del match contro il Brescia, viste e riviste sul proiettore insieme ai ragazzi, sono ancora impresse negli occhi turbati dell’allenatore del Pescara. Baroni ha trascorso le vacanze di Pasqua riflettendo su una sconfitta incredibile, inaspettata e potenzialmente devastante. E, come spesso accade, tocca a lui prendersi tutte le colpe. «La responsabilità è mia», afferma il 51enne fiorentino, «ho sbagliato a caricare troppo la partita che era importantissima. Avevo in mente una gara aggressiva da vincere a tutti i costi, invece l’eccessiva voglia ci ha fatto perdere l’equilibrio. È difficile darsi una spiegazione quando hai una squadra accesa, ma è successo e ora bisogna voltare pagina».
Di sicuro in campo molti calciatori non hanno rispettato le consegne. «L’ho detto tante volte. Il Pescara può giocare con tanti uomini offensivi se tutti danno un contributo nelle due fasi, anche a costo di snaturarsi. È stato un incidente di percorso che ci può stare. Questo è il periodo decisivo: quando si cercano i tre punti a tutti i costi, è inevitabile concedere qualcosa all’avversario, ma noi ci siamo sbilanciati troppo perdendo l’equilibrio. Siamo molto dispiaciuti, soprattutto perché ancora una volta non siamo riusciti a conquistare la vittoria davanti ai nostri tifosi».
Dunque, l’indole offensiva di tanti calciatori ha preso il sopravvento sulle direttive tattiche imposte dal tecnico, altrimenti non si spiegano tutti gli spazi concessi al Brescia che si è presentato all’Adriatico senza nulla da perdere. Così, da un potenziale quinto posto, il Pescara si ritrova fuori dalla zona play off che ora è a due punti di distanza. Un dato che incute timore a tifosi e dirigenti, ma non al tecnico che affronta l’argomento in modo perentorio. «Se dopo il primo mese di campionato ci avessero prospettato questa classifica a 8 giornate dalla fine, di certo avremmo messo la firma».
Insomma, per adesso la possibilità di restare esclusi dagli spareggi-promozione non lo turba più di tanto. «Siamo in corsa e abbiamo tutte le carte in regola per restarci fino alla fine. Chi sbaglierà di meno conquisterà un posto. Le critiche fanno parte del gioco, ma vorrei che in questo rush finale tutto l’ambiente ci desse una mano». In società c’è un pizzico di amarezza per gli ultimi risultati, ma l’allenatore non si sente in discussione. «È una questione che mi porto dietro dall’inizio della stagione. Mi rapporto tutti i giorni con i dirigenti. Nessuno voleva trascorrere una Pasqua in questo modo. In ogni caso, siamo in corsa per l’obiettivo e ci sono tutti i presupposti per centrarlo».
Dopo lo scivolone contro il Brescia è rispuntata la querelle sulla presunta incompatibilità tra Brugman e Memushaj che il tecnico respinge con forza. «Con loro in mediana abbiamo vinto a Carpi, sul campo più difficile della serie B. Non sono due giocatori a dare equilibrio, ma tutta la squadra. Qualcosa cambierò a Frosinone, ma il modulo non subirà variazioni. Voglio dare certezze ai miei calciatori senza insinuare dubbi nelle loro menti».
All’orizzonte c’è lo scontro diretto contro il Frosinone che ha tre punti in più dei biancazzurri, ma dovrà recuperare la partita contro il Latina. «Loro vengono da una brutta sconfitta in trasferta a Trapani e dopo 3 giorni dovranno giocare il derby. Sarà una sfida delicata per entrambe, ma andremo a giocarcela per ottenere il massimo».
L’ultimo appello è per i giocatori che stanno avendo poco spazio. «Ho toccato l’argomento con i ragazzi illustrando i dati delle partite. Ebbene, negli ultimi venti minuti il risultato cambia spesso, ecco perché mi aspetto di più da chi entra nei finali di partita che sono diventati decisivi».
Giovanni Tontodonati
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