Baroni si gioca tutto e punta sul 4-3-1-2

8 Novembre 2014

Il tecnico a rischio esonero se non fa risultato. Maniero fuori

PESCARA. Dubbi e speranze nel bagaglio che ha portato a Brescia non mancano. Marco Baroni in questo momento è quasi rimasto solo. Quasi, perché l’unico che è rimasto a sostenerlo è il presidente Daniele Sebastiani. Il Pescara oggi pomeriggio deve fare il colpo al Rigamonti per evitare scossoni in panchina.

Ultima chiamata. Baroni lo sa bene e sta cercando in tutti i modi di portare il Delfino fuori dalla burrasca. «La fiducia che mi è stata data dalla società mi fa molto piacere», aveva sottolineato il tecnico biancazzurro qualche giorno fa. «Se un allenatore vive con la paura dell’esonero deve cambiare mestiere. I giocatori potrebbero leggere negli occhi la paura. Io credo nel mio lavoro e la paura non deve esistere».

Baroni, dunque, non ha paura. Il futuro è incerto, ma con una prestazione positiva a Brescia potrebbe spazzare via le ombre che si stagliano minacciose sulla sua panchina. In caso di sconfitta e prestazione negativa, la società esonererà Baroni.

Gli scenari. Sono quattro i nomi tenuti in grande considerazione in caso di cambio. Davide Nicola, Massimo Oddo, Alessandro Calori e Bepi Pillon. Sono questi i candidati. Defilati Mimmo Di Carlo e Fabio Liverani. Il profilo di Nicola è quello che mette d’accordo tutte le anime del club, mentre Oddo, allenatore della Primavera, è la soluzione che piace al presidente Daniele Sebastiani. Con Nicola e Calori ci sono già stati dei contatti e nelle ultime ore c’è da registrare anche la candidatura di Davide Dionigi. L’ex allenatore di Reggina e Cremonese, però, non intriga lo stato maggiore biancazzurro.

Il nome buono in questo momento è solo quello di Davide Nicola. Il suo entourage è stato contattato un paio di volte e l’allenatore, che è stato anche un calciatore del Pescara, è lusingato dalla chiamata del Delfino che, però, dovrà trovare una soluzione con il Livorno, che ha ancora sotto contratto Nicola.

Il suo ingaggio sfiora i 220mila euro e il patron dei labronici Spinelli potrebbe contribuire al pagamento di parte dell’ingaggio. Tuttavia, i dirigenti biancazzurri sperano in un pronto riscatto del Pescara così da evitare l’esonero di Baroni.

Le scelte. Si riparte dal 4-3-1-2, il cosiddetto “rombo”, il sistema di gioco che già durante il secondo tempo della gara persa con lo Spezia aveva dato risposte incoraggianti. La vittoria manca da quasi un mese (12 ottobre, 4-1 col Crotone).

Per quanto riguarda la formazione, Baroni ha le idee abbastanza chiare anche se potrebbero esserci delle sorprese dettate dalle non perfette condizioni di alcune pedine.

In difesa, per esempio, le scelte sono fatte. Sulle fasce, calcolando la squalifica inflitta a Pucino, Francesco Zampano verrà posizionato a destra e Fabrizio Grillo, scontati i due turni di stop per squalifica, tornerà a presidiare la corsia di sinistra. In mezzo la coppia dovrebbe essere formata dal croato Dario Zuparic e dall’ex di turno Bartosz Salamon, quest’ultimo in vantaggio su Cosic e Pesoli.

A centrocampo, l’albanese Ledian Memushaj dovrebbe stringere i denti nonostante le non perfette condizioni fisiche, mentre le mezze ali saranno Flavio Lazzari e Birkir Bjarnason.

Cristian Pasquato è il rifinitore scelto da Baroni. L’ex Padova agirà alle spalle di Federico Melchiorri e uno tra Ali Sowe e Matteo Politano, anche se quest’ultimo sembra che sia il vero favorito per vestire la maglia da titolare. Il capitano Riccardo Maniero, invece, a sorpresa dovrebbe partire di nuovo dalla panchina.

Le quote. I bookmakers danno per favorito il Brescia con il segno 1 che varia tra il 2,25 di Better e il 2,40 di Eurobet e Intralot.

Per il pareggio la quota oscilla tra il 3,00 e il 3,10 mentre per il successo ospite si può incassare 3,40 volte la posta giocata.

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