BARONI, UNA CHANCE CONTRO SE STESSO
Le ultime passeggiate all'Adriatico le avevano fatte la Juventus e la Fiorentina nella sciagurata stagione della serie A. 6 a 1 per i bianconeri, 5 a 1 per i viola, con Quagliarella e Ljajic...
Le ultime passeggiate all'Adriatico le avevano fatte la Juventus e la Fiorentina nella sciagurata stagione della serie A. 6 a 1 per i bianconeri, 5 a 1 per i viola, con Quagliarella e Ljajic mattatori, entrambi autori di una tripletta. Questa volta la passerella è stata tutta per Mbakogu e Letizia, ancora carneadi nel mondo del pallone, che con le loro imprendibili volate hanno esaltato il calcio operaio di Castori mandando a pezzi il peggior Pescara della stagione. Il punto più basso di un cammino in retromarcia, sotto tutti gli aspetti.
Condizione fisica, assetto tattico, capacità di gioco, carattere, compattezza di squadra e forza di reazione, un disastro totale. Il tutto poco più di cento giorni dopo la partenza piena di sogni e speranze per il ritiro di Pizzoferrato. Quella squadra, che almeno in avvio sembrava costruita da Baroni secondo logica e con buone prospettive, praticamente non c'è più. Si è sfaldata nel giro di dieci giornate, affrontate con 10 formazioni diverse e 24 giocatori, il 4-3-3 di partenza resta un contenitore vuoto con il quale rimediare rovesci e figuracce. Cento e passa giorni di lavoro (rigorosamente a porte chiuse) da azzerare in 48 ore, quelle che mancano appunto dalla sfida in trasferta con il Bari.
Un'impresa titanica alla luce di quel che si è visto nella disfatta con il Carpi, un chance che l'allenatore deve giocarsi anche andando contro le sue idee per provare quanto meno a rimettere insieme i cocci in attesa di tempi migliori. Imbarazzante la fase difensiva senza un minimo di filtro a centrocampo, come ha potuto scoprire con sommo gaudio il nigeriano di Castori, confusione (Bjarnason) e poca corsa (eufemismo) nella costruzione del gioco (Appelt e i due esterni bloccati in retrovia), l'incisività dell'attacco affidata al solo Melchiorri con l'assistenza a singhiozzo di Politano, provato da due mesi a tuttogas. L'errore più grave in questo momento sarebbe quello di credere che quella con il Carpi sia stata solo una giornata storta, magari determinata da episodi sfavorevoli, come ha lasciato in parte intendere lo stesso Baroni nel dopogara. Si tratta invece di fare punto e a capo, a prescindere. Resettare per provare a capire se ci sono le condizioni per ripartire, quanto meno in maniera dignitosa.
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