Bartoletti: «Una carezza per L’Aquila»

18 Maggio 2019

Il giornalista col ct Davide Cassani all’evento Enel: «Questa città si è rialzata»

L’AQUILA. Si può rinascere anche dallo sport? Per il giornalista Marino Bartoletti, anfitrione dell’evento Enel con amministratori, imprese, mondo delle professioni, la risposta è sì. «L’Italia è rinata anche grazie allo sport, se non soprattutto grazie allo sport. Quando nel 1946 tutta l’Italia era L’Aquila – perché era stata distrutta da un qualcosa ancora peggiore di un terremoto, tutto era macerie, disperazione, e mancanza di speranza – fu aggrappandosi allo sport e quindi ai due più grandi campioni, Bartali e Coppi, che rinacquero l’orgoglio e la speranza, e le motivazioni per andare avanti».
Certo», avverte Bartoletti, affiancato da Carlo Tamburi, direttore Enel Italia e dal ct della Nazionale di ciclismo, Davide Cassani, «ci vuole anche altro: le risorse, le intelligenze umane, la buona volontà, ma mi sembra che L’Aquila sia un simbolo. Non dimentichiamo che già poche settimane dopo il terremoto, nel 2009, il Giro venne a omaggiare L’Aquila. In realtà era un giorno di riposo. Io ero insieme all’allora ct Franco Ballerini. L’anno dopo vinse un corridore russo e tornammo ufficialmente: un segno di speranza che cerchiamo di dare, ma anche di prendere: gli abruzzesi sono gente forte come i ciclisti: quando cadono non invocano l’intervento dell’arbitro come i calciatori: la prima cosa che vogliono fare è rialzarsi. Un esempio? Vito Taccone. Di ciclisti questa terra ne ha avuti tanti, anche contemporanei. Qualcuno ha vinto, qualcuno ci ha dato qualche delusione. Però Vito rappresentava quello che vorremmo sempre da un ciclista: il talento, ma anche la sfacciataggine. Lo era fin troppo, ma non si poteva non volergli bene». Bartoletti fa quattro passi in città. «Ho visto qualcosa di molto confortante: credevo peggio. So che vi sono tante criticità, so che i morti non ritornano, so che tante cicatrici non si sanano, ma quello che vedo adesso è veramente qualcosa di bello e di utile anche per noi che veniamo occasionalmente a portare questa carezza anche attraverso due ruote e due pedali».
Si ricorda Michele Scarponi, quando rinunciò alla vittoria in favore del suo capitano Nibali. Il ct Cassani fa il punto. E lancia una sfida. «Voglio vincere assolutamente un campionato del Mondo». Tamburi (Enel) rivolge «un ringraziamento all’Aquila. Ci tenevo a venire, ho scelto un momento che ci consentisse di unire quello che facciamo per il ciclismo, con la sponsorizzazione, e quello che vorremmo continuare a fare per il territorio, la cultura, la gente, i clienti. Rinnoviamo l’impegno per il territorio, i giovani, la sostenibilità».