Battistini: epilogo assurdo Pagliari: spiace per i tifosi

Ex allenatori e calciatori rossoblù commentano la scomparsa dell’Aquila Luca Sanderra: «Non sono sorpreso. Un finale prevedibile con certi personaggi»
L’AQUILA . Un’altra pagina nera del calcio aquilano. L’Aquila sarà cancellata per la terza volta in 24 anni. Rialzare la testa con orgoglio è una prerogativa imprescindibile. In attesa di conoscere da quale campionato si ripartirà, ecco i pareri di alcuni personaggi che hanno legato la loro carriera ai colori rossoblù.
«È assurdo che sia successo tutto questo. All’Aquila auguro di rinascere al più presto e di trovare la giusta strada per ripartire, perché se lo merita». Questo l’ auspicio di Pierfrancesco Battistini, ultimo tecnico rossoblù prima della mancata iscrizione in serie D. Battistini riuscì a proteggere la squadra dalle vicende societarie, conquistando traguardi importanti sul campo. «È stata una stagione dura, io ho provato a fare il mio lavoro e a tenere compatto il gruppo per onorare i nostri impegni».
A tal proposito, ha rilasciato un commento anche l’ex capitano Alessandro Steri. «Ancora non riesco a metabolizzare quanto accaduto. È stato un onore sudare per la maglia rossoblù e aver fatto il capitano. Ho instaurato dei bellissimi rapporti e voglio continuare a mantenerli». Il centrocampista sardo sarebbe rimasto volentieri all’Aquila. «Sono legato alla città, ma era palese che ci fossero dei problemi talmente grandi e che il quadro non fosse per nulla chiaro. È stata un’avventura intensa sia sul campo, visti i risultati, che fuori».
«Ciò che mi dispiace è che un capoluogo di regione come L’Aquila, con la sua storia e con uno stadio così bello, abbia fatto una brutta fine», queste invece le parole di Massimo Morgia, tecnico rossoblù in un periodo dove i problemi societari iniziarono a manifestarsi con veemenza. L’attuale trainer del Mantova si dimise il 1° marzo del 2017 insieme a tutti i componenti del suo staff. «Se quando mi sono dimesso io, lo avessero fatto tutti gli addetti ai lavori, ne avrebbe parlato l’Italia intera e molto probabilmente qualcosa si sarebbe mosso. Anche se non fosse stato così, si sarebbe evitato quest’anno e mezzo di agonia».
«Ripartire da un progetto serio e radicato sui giovani del territorio», questo il punto di vista di Giovanni Pagliari, allenatore della Primavera del Perugia. «Sono legato all’Aquila e lo sarò sempre», il commento di Pagliari. «Mi dispiace per la piazza e per i tifosi, perché c’erano delle potenzialità enormi per fare calcio ad alti livelli, ma se non c’è una grande passione non si può fare niente. Il mio auspicio è che si possa ripartire con un progetto basato sui giovani e che dia un futuro a questa città». Pagliari arrivò all’Aquila nell’aprile del 2013 conquistando la promozione in Prima divisione. La stagione successiva si concluse con un 5° posto, disputando i play off per la serie B. Indimenticabile la conquista del Dall’Ara nell’agosto del 2014, dove L’Aquila sconfisse il Bologna in Coppa Italia. «È stata un’ esperienza meravigliosa. Si poteva seguitare, invece è stato l’inizio della fine. Avevamo creato un punto di riferimento e le persone si fidavano di noi».
Voltare pagina con un progetto ex novo e improntato sui giovani. È questa l’idea di Luca Sanderra, che insieme al fratello Stefano, venti anni fa, guidò L’Aquila alla vittoria del campionato di serie D. «Io vedo sempre il lato positivo», esordisce Sanderra. «Era inutile continuare questa agonia. Si riparta da un progetto serio e consono a ciò che è il capoluogo d’Abruzzo. Con certi personaggi era prevedibile che non c’era alcuna possibilità di salvare la categoria, perché hanno dimostrato di non avere interesse, né sul calcio né sulla sua funzione sociale. Adesso bisogna ripartire con settori giovanili strutturati in modo competente».
Forte è il dispiacere di Vincenzo Lanotte, indimenticabile numero 7 rossoblù, che conquistò la C1 con L’Aquila nella stagione 1999-2000. «È assurdo che nel cantiere più grande d’Europa non si sia trovato un personaggio capace di risolvere la faccenda». L’ex centrocampista barlettano avrà L’Aquila «sempre nel cuore, sia sotto il profilo umano che su quello sportivo. All’Aquila è nata mia figlia, ho tanti amici e ci torno sempre molto volentieri, così come ho fatto a ottobre scorso, quando venni allo stadio per sostenere la squadra».
Con Lanotte, anche un altro ex rossoblù, Massimo De Amicis, ha espresso su Facebook tutto il suo malessere per l’accaduto. «Non si possono più giustificare e tollerare persone che trattano una società di calcio come un loro giocattolo, o come ed esclusivamente per un proprio tornaconto. Far sparire, per l’ennesima volta, una società gloriosa e prestigiosa come L’Aquila calcio è un delitto atroce. Spero che chi di dovere faccia il proprio lavoro portando alla luce il lucro che è stato sperperato in questa città. Vicino a tutti gli amici aquilani».
Pierluigi Trombetta
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