Battistini: «Sono orgoglioso della mia squadra»

16 Ottobre 2017

Il tecnico non fa drammi. «Ho visto più gente allo stadio, il lavoro dei nostri ragazzi non è vano»

L’AQUILA. È gol o non è gol? Il tempo di capire cosa avesse deciso l’arbitro sulla rete di Fabrizi a tempo ormai scaduto e subito dalla tribuna e dalla curva si sono alzati soltanto applausi.
I calciatori rossoblù, delusi per l’epilogo e il modo in cui è maturata la sconfitta, hanno raccolto attestati di stima da tutot lo stadio. Scuro in volto, il tecnico rossoblù Pierfrancesco Battistini ha spiegato subito le modalità del suo allontanamento dalla panchina avvenuto dopo il rientro negli spogliatoi a metà gara.
«Ho chiesto educatamente cosa fosse successo e l’arbitro mi ha detto di considerarmi allontanato», afferma l’allenatore dell’Aquila. «Mi ero riproposto di non farmi più cacciare. Sono dispiaciuto per l’espulsione, poi è stato allontanato anche il secondo allenatore Renato Greco».
«Sapevamo di incontrare un avversario importante», ammette il tecnico rossoblù. «Ma la sconfitta maturata sul campo ci sta davvero stretta. Ho visto, in compenso, due cose: il primo gol di Fabrizi e la prima parata di Farroni. Il pareggio penso che fosse il minimo. Nei primi dieci minuti del secondo tempo abbiamo creato episodi non per il pareggio, ma per il sorpasso».
Battistini si è poi soffermato sulla rete che è stata annullata a Ibojo e sul rigore concesso agli avversari nel primo tempo. «Non ho visto l’immagine, ma Ibojo veniva da dietro. Devo rivedere anche l’episodio del calcio di rigore che è stato assegnato agli avversari. Il rigore fallito da Valenti? Tutti possono perdere e sbagliare. Sono orgoglioso della mia squadra che ha lottato fino all’ultimo. Ho notato che c’era più gente allo stadio e questo mi fa piacere. Certo, sentire i tifosi avversari nel tuo campo che si sentono di più dei nostri dispiace un po’...».
Tornare all’Aquila dopo averci giocato ha emozionato l’allenatore ospite, l’ex rossoblù Roberto Vagnoni. «Sono emozionato, anche se lo stadio non era questo. Tra l’altro, dopo 24 anni ho salutato anche Battistini, è stato un revival», ha spiegato. «Stiamo crescendo di mentalità. Oltre agli episodi abbiamo costruito varie palle-gol, posso dire che la mia squadra ha dato tutto. Sono convinto che se L’Aquila avesse trasformato il calcio di rigore poi si sarebbe spinta avanti per vincere e noi l’avremmo colpita in contropiede».
Alessia Lombardo
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