Bayehe, muscoli e talento: «Roseto, non fermiamoci»

Basket A2, il pivot camerunense in mostra nella gara vinta contro l’Urania Milano «Bene così, ma la salvezza è ancora da conquistare». Salta la gara di Ferrara
ROSETO. Nella vittoria importantissima della Sapori Veri Roseto di domenica scorsa con Milano, si è messo di nuovo in mostra Jordan Bayehe, pivot camerunense classe 1999 di formazione italiana. 12 punti e 15 rimbalzi in 31 minuti, sono numeri importanti per questo 21enne che l’anno scorso quasi non giocava. Ragazzo possente ma dal sorriso facile, Bayehe racconta così l’ultima vittoria: «Avevamo una missione da compiere e ci siamo riusciti, con una bella prestazione corale grazie ad una difesa molto efficace, ma anche perché ci siamo impegnati bene in attacco, riuscendo ad eseguire correttamente i nostri giochi, con calma e senza iniziative troppo estemporanee». E quando riescono a difendere forte, gli Sharks, che sono una squadra molto giovane, riescono a dare il meglio anche in attacco: «È tutto vero, basta guardare i numeri», racconta il pivot biancazzurro, «stavolta li abbiamo lasciati a meno di 30 punti nel primo tempo e questo ci ha dato fiducia, non come certe gare dove ne abbiamo presi 50 in due quarti di gioco, e ci è venuta la paura di sbagliare».
Una onestà intellettuale che il giocatore usa anche quando gli si chiede della sua prestazione, concreta come al solito per punti e rimbalzi, ma stavolta anche attenta dal punto di vista dei falli commessi: «Tutto giusto, ma c’è un ragionamento dietro a questo: so di esser importante per la squadra e che devo essere in campo per tanti minuti, perché in questo modo riesco ad avere un impatto maggiore sulla gara. E sono felice perché in questo mi stanno aiutando un po’ tutti i compagni, anche quelli dalla panchina mi urlano di stare attento in certi frangenti quando c’è un avversario che mi punta perché in questo ruolo adesso siamo in pochi».
Ottime prestazioni, ma con un segreto: Bayehe in realtà sta giocando da qualche tempo con un fastidioso problema nella zona inguinale. Il giocatore, com'è nel carattere, cerca di minimizzare: «È un fastidio che mi porto dietro da tempo, che nelle ultime settimane mi ha fatto allenare poco. Ma non è certo questo il momento di fermarsi, si stringono i denti e si va in campo perché c’è una salvezza ancora da conquistare, magari aiutati da quella adrenalina pre gara che aiuta a non pensarci».
Adesso per il coronavirus si è fermato tutto: «In realtà noi continuiamo con le solite doppie sedute di allenamento», ride il pivot, «per esser pronti quando ci faranno ripartire: non so quando, ma a Ferrara andremo convinti e carichi». Ieri, infatti, la Fip ha deciso lo stop ai campionati di serie A, serie A2 e serie B maschili fino al 2 marzo per l’emergenza coronavirus. Tra l’altro in A2 mancano da giocare 4 gare della penultima giornata e tutte quelle dell’ultima prevista per domenica, da giocare in contemporaneità.
Fatti che renderanno complicati i recuperi: si fanno già ipotesi di fare più turni infrasettimanali nella fase ad orologio, oppure di ridurre almeno il primo turno play off al meglio di 3 gare anziché di 5, soluzione quasi inevitabile nel caso in cui il blocco dovesse protrarsi oltre.
Marco Rapone
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