Bazzani: «Bene il gioco, ma in A serve esperienza»

4 Ottobre 2016

L’ex punta del Delfino e della Samp, compagno di Oddo alla Lazio, ora fa il tecnico: «Sarà preziosa la presenza di Aquilani e Pepe. Manaj? Bravo, ma troppo giovane»

PESCARA. Nella sua lunga carriera ha ricevuto quasi sempre attestati di stima. Non solo per i gol (oltre 100), ma anche per il suo animo battagliero. L’ex attaccante del Pescara (2 reti in 14 gare in serie C1 2008-09) Fabio Bazzani è diventato allenatore. Nella passata stagione ha guidato il Mezzolara (serie D) e ora è in attesa di una panchina. Intanto, ha preso il patentino di 2°categoria Uefa A e da quest’anno può allenare fino alla Lega Pro. Da calciatore ha vestito anche le maglie di Venezia, Perugia, Varese, Arezzo, Sampdoria, Brescia e Lazio, dove è stato compagno di Massimo Oddo.

Bazzani, ha seguito il Pescara del suo amico Oddo?

«Sì, anche l’anno scorso ho visto tante partite. Sono meravigliato dall’impatto straordinario che Massimo ha avuto in questa nuova veste. Il Pescara mette in pratica le sue idee innovative riuscendo a divertire gli appassionati di calcio».

Però in serie A i biancazzurri non hanno ancora vinto una gara sul campo.

«La A non perdona. Oddo ha conservato gli stessi principi della passata stagione. Purtroppo, in queste prime giornate il Pescara non è riuscito a concretizzare le tante occasioni create. Inoltre, ha pagato a caro prezzo alcuni errori individuali che hanno determinato le sconfitte».

Molti interpreti sono gli stessi della serie B. E’ stato giusto o no confermarli?

«Il progetto è affascinante, ma allo stesso tempo rischioso. Il vantaggio è che i meccanismi del sistema di gioco sono consolidati, però in A la qualità degli avversari è nettamente superiore. Servono calciatori che conoscono la categoria. In tal senso, la presenza di Aquilani e Pepe sarà fondamentale per il tecnico e per i giocatori. Ad esempio, il match contro il Chievo è stato equilibrato, ma alla fine è mancata un po’ di malizia per portare a casa un risultato positivo».

Quando Pepe e Aquilani saranno al top aumenterà il tasso di esperienza di un organico zeppo di debuttanti. Basterà per salvarsi?

«Si vedrà in futuro. Di certo nelle prossime settimane sarà importante restare attaccati al carro della salvezza, poi a gennaio si farà il punto della situazione. Essendo stato un grandissimo calciatore di serie A, Oddo sa cosa fare. Dovrà semplicemente capire se questa rosa è in grado di lottare fino alla fine per restare in A».

Lei è stato un ottimo attaccante. Ci dà un giudizio sul reparto offensivo del Delfino?

«Bahebeck ha segnato contro l’Inter, poi si è fatto male. Manaj è molto bravo, ma il peso della salvezza non può essere caricato sulle spalle di un ragazzo di 19 anni. Serve un centravanti che conosca la categoria, possa garantire 10-12 gol e sia in grado di mettere pressione alle difese avversarie. In serie A ogni domenica ci si gioca il campionato, anche un punticino fa comodo ad una squadra che deve conservare la categoria».

L’anno scorso il finalizzatore era Lapadula. Se fosse rimasto, Oddo avrebbe risolto il problema?

«Beh, di sicuro qualche vantaggio ci sarebbe stato. Anche Lapadula è un esordiente in A, però conosce il tecnico, i compagni e l’ambiente. Si sarebbe adattato senza problemi, ma è ovvio che non avrebbe potuto salvare da solo il Pescara».

Chi si giocherà la permanenza in A con il Delfino?

«Per me nella lotta ci sono altre quattro squadre: Crotone, Empoli, Palermo e Udinese».

Dopo la sosta c’è Pescara-Sampdoria e lei è un doppio ex. Come finirà?

«Gara da tripla. La Samp si è salvata in extremis contro il Palermo, però gioca bene proprio come il Pescara. Ci sarà da divertirsi».©RIPRODUZIONE RISERVATA