Belardi: ciao Pescara, l’India mi aspetta ma se penso a Cosmi...

L’ex biancazzurro svela: il mister mi ha messo fuori squadra senza spiegazioni e le sue scelte le ho sapute dal “Centro”
PESCARA. Emanuele Belardi va in India. L’ex portiere del Pescara ha firmato per il Fc Pune, club della I-League, accettando l’invito di Franco Colomba, il suo vecchio allenatore. Con lui ci sarà anche Bruno Cirillo con cui ha giocato nella Reggina. Belardi è pronto per un’esperienza unica nei luoghi dove il calcio è in forte ascesa: sarà l’ultima prima di concludere la sua bella carriera.
È appena rientrato da una vacanza negli Stati Uniti e, prima di fare le valigie, vuole salutare i pescaresi. In biancazzurro è rimasto solo una stagione che, però, è stata sufficiente per lasciare un ricordo positivo.
L’esperto portiere, finito nel dimenticatoio dopo l’arrivo di Cosmi, evita di fare polemiche, anzi: la sua è un’autocritica per il torneo deludente. In verità, le responsabilità non gli appartengono, semmai vanno ricercate altrove.
Belardi, pronto per lo sbarco in India?
«Proprio oggi (ieri, ndc) ho firmato per il Pune. Non vedo l’ora di iniziare questa avventura in una terra lontana e affascinante. Avevo un’offerta della Ternana e di alcuni club di Lega Pro, ma ho deciso di seguire Colomba: la sua presenza è stata decisiva per il buon esito della trattativa. Sarà il mio ultimo anno da portiere: da maggio 2015 mi dedicherò ai miei interessi. Ho una scuola calcio ad Eboli che è gestita da Felice, mio fratello, e altri progetti da portare avanti».
Di Pescara cosa le resta? «Un ricordo straordinario. Dai tifosi ho sempre ricevuto tanto affetto, sia nel periodo d’oro della serie utile, sia quando siamo entrati in crisi. Sono orgoglioso di aver indossato la maglia biancazzurra, seppure per così poco tempo».
È diventato titolare dopo il rigore parato a Cesena e a fine anno il Pescara era quasi in vetta. Poi cosa è successo?
«Non è opportuno parlarne ora. Bisognava farlo in quei giorni, adesso è inutile fare polemiche. Dico solo che abbiamo fallito e le colpe sono di tutti. Una squadra come la nostra non poteva mai perdere 6 partite consecutive, invece è accaduto. Ci siamo presi gli insulti dei tifosi, qualcuno non è stato confermato, altri sono in lista di partenza. Chi sbaglia paga ed è giusto così, però non mi sento di attaccare la società, anzi la ringrazio perché mi ha portato a Pescara».
Il suo rapporto con Cosmi? «Arrivò il lunedì e due giorni dopo lessi sul Centro: rivoluzione Pescara, fuori Belardi. Quell’articolo mi fece male, ma poi si rivelò veritiero. Cosmi non mi diede una spiegazione ed è stato giusto così. Cosa avrebbe dovuto dirmi? È vero, Ivan era il titolare, però le gerarchie possono mutare. Non mi aspettavo di essere messo in disparte».
Con chi ha legato di più?
«Mi sono trovato bene con tutti. Saluto Capuano e Brugman, mi auguro che diventino grandi calciatori. Un pensiero speciale è per Cutolo: non meritava un’annata così negativa. Aniello è un caro ragazzo, non ha mai saltato un allenamento, spero che abbia un’altra chance per dimostrare il suo grande valore».
Giovanni Tontodonati
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