Bellanova: Pescara, mi manda Gasperini

Il terzino in prestito dall’Atalanta è andato vicino al gol: «Potevo sfruttare meglio il cross di Jaroszynski. Obiettivo? I play off»
PESCARA. «Peccato non aver segnato, potevo sfruttare il bel cross di Jaro (Pawel Jaroszynski, ndc). Dovevo schiacciare il pallone, invece non l’ho colpito nel modo giusto». L’occasione migliore creata dal Pescara l’ha avuta il baby Raoul Bellanova nel secondo tempo. Se avesse segnato, per il 20enne terzino destro di proprietà dell’Atalanta sarebbe stato un debutto indimenticabile. Purtroppo per lui, l’impatto con la palla non è stato dei migliori e Bellanova si è dovuto accontentare di una prestazione abbastanza positiva, considerando che per il millennial si trattava della seconda gara da titolare tra i professionisti.
Prima del match con il Chievo il difensore scuola Milan aveva giocato solo una volta tra i “grandi” in Ligue 1 con la maglia del Bordeaux. «Sono molto contento», dice Bellanova, «potevamo vincere, ma era la prima partita e va bene così. A livello personale sono soddisfatto, so di dover migliorare tanto». Lo scorso gennaio l’Atalanta lo ha preso in prestito dal Bordeaux e nei giorni scorsi ha esercitato il diritto di riscatto. A Bergamo ha conosciuto Gian Piero Gasperini, l’ex capitano biancazzurro ora alla guida dell’Atalanta che lo ha fatto debuttare in A. Prima del trasferimento in Abruzzo, Gasperini gli ha dato alcuni consigli. «Mi ha detto che a Pescara è stato benissimo e che per me sarà un’ottima chance. Ho bisogno di giocare con continuità, se farò vedere cose buone sarà più facile tornare all’Atalanta in futuro».
A Pescara Raoul ha incontrato un altro mentore, Massimo Oddo, che ha un passato da terzino di altissimo livello. «Mi sta aiutando durante gli allenamenti. Oddo giocava nel mio stesso ruolo, era fortissimo, potrò imparare tanto da lui. Qui ho trovato un gruppo splendido, sono sicuro che disputeremo un buon torneo. Obiettivo? Entrare nei play off».
Entusiasta anche Christian Capone, tornato in biancazzurro dopo la parentesi di un anno nel Perugia. «Sono felicissimo», le parole del trequartista di proprietà dell’Atalanta, «Pescara è una città fantastica e i tifosi sono passionali. Mi sono allenato poco, ma a breve sarò al top. Oggi (ieri, ndc) all’inizio abbiamo schiacciato il Chievo, poi loro ci hanno creato qualche problema. L’esperienza con il Perugia? Sono partito bene, tuttavia, dopo l’esonero di Oddo non ho giocato più. Perugia è il passato, ora penso al Pescara, questa dovrà essere la stagione della mia definitiva consacrazione».
Infine, il commento tra campo e mercato del presidente Daniele Sebastiani. «Era la prima gara ufficiale, non abbiamo sfigurato. Molto bene nei primi 20’, poi i nostri avversari sono cresciuti e hanno avuto qualche buona occasione, soprattutto grazie alle nostre disattenzioni. Comunque, sono soddisfatto, non bisogna dimenticare che il Chievo è un’ottima squadra».
In attacco Oddo vorrebbe un’altra punta, ma Sebastiani non sembra essere d’accordo. «Abbiamo Ceter, Asencio, Belloni e Borrelli. Se Oddo gioca con un centravanti, siamo a posto. Per me non manca nulla, però ci ragioneremo. Se uscirà qualcuno potremo rimpiazzarlo, altrimenti resteremo così». Poi il retroscena su Drudi. «Gli abbiamo proposto il rinnovo di contratto, ora conta solo la sua volontà, non possiamo trattenerlo con la forza. Per noi non è mai stato un problema, il giocatore vorrebbe avvicinarsi a casa (Cesena, ndc), ma deve capire che gioca in B e ha un allenatore che lo stima. Mercato chiuso? Dobbiamo fare delle uscite, poi, se ci sarà la possibilità di arricchire l’organico non ci tireremo indietro». Almeno per ora, nessuna possibilità fare entrare più di 1.000 spettatori all’Adriatico. «Con i contagi in risalita la vedo dura».
Giovanni Tontodonati
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