BENEVENTO IN SERIE A, MAI NESSUNO COME TE!

Certo, tre anni fa era stata un’altra cosa. Il cuore dello stadio Ciro Vigorito, quello della città, quello di tutto il Sannio erano esplosi tutti insieme per una festa destinata a diventare Storia....
Certo, tre anni fa era stata un’altra cosa. Il cuore dello stadio Ciro Vigorito, quello della città, quello di tutto il Sannio erano esplosi tutti insieme per una festa destinata a diventare Storia. Sì, con la S maiuscola. La prima volta, la prima promozione in serie A, il salto fin dentro il paradiso del pallone a ottantotto anni dalla fondazione e dopo tante cadute rovinose e la risalite, i fallimenti e le rinascite. Quella notte, il presidente Oreste Vigorito corse a perdifiato per tutto il campo e pianse, ripensando alla promessa fatta al fratello Ciro, a cui è intitolato lo stadio, e al papà: “Porterò la squadra in A”. Ce l’aveva fatta. Quella notte non fu più il presidente (in carica dal marzo del 2006) che aveva speso camionate di milioni per tentare l’impennata poi mai riuscita, quella notte fu felice e basta. Il suo Benevento, di Marco Baroni, di Lucioni, Ciciretti, Ceravolo e Puscas, si consegnò all’abbraccio impazzito della gente.
Questa volta no, non c’era nessuno. Quando l’arbitro ha fischiato la fine del derby con la Juve Stabia, erano già volati i tappi di spumante, erano già pronte le magliette celebrative, Inzaghi e i suoi ragazzi si sono cercati e stretti, hanno urlato, hanno cantato e ballato ma, intorno, nessuno. Una promozione ai tempi del Covid (o appena dopo): stadio vuoto, immagine stridente. E invece questa squadra avrebbe davvero meritato una festa anche più grande di quella del 2017 perché più grande è stata la sua vittoria. Anzi, è stata clamorosa.
Nessuno, da quando in B si assegnano i tre punti, era riuscito a mettere insieme i numeri che ha esibito questa squadra. Nessuno era riuscito a salire in A con sette giornate di anticipo (bisogna tornare all’Ascoli di Renna del 1978). Nessuno con questo distacco su seconda e terza.
Il Benevento del 2017 dovette passare dai play off, questo ha avuto le sue magiche sensazioni già a Natale: troppo avanti, troppo forte, troppo per tutti gli altri.
Tre anni dopo la storia è un po' diversa. Ma anche questa è Storia.
*giornalista Sky Sport
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