Beni fa 500 in Abruzzo «Smetto di giocare e dico grazie a tutti»

19 Aprile 2018

Il 38enne regista argentino del Fontanelle (Promozione)  appende le scarpe al chiodo: «Questa terra mi ha adottato»

ATRI. Sarà una domenica speciale quella che verrà nel campionato di Promozione. Proprio in occasione della sua 500ª gara in Abruzzo, in attesa dell’ultima gara stagionale, Diego Beni saluterà per l’ultima volta il “suo” pubblico di Fontanelle prima di appendere le scarpette al chiodo per iniziare la seconda vita calcistica da allenatore. Classe 1980, regista arretrato, Diego Beni ha iniziato la carriera nel calcio a 5 argentino giocando in serie A con il Ferro Carril Oeste, una Polisportiva con la quale tre anni dopo è passato al calcio in serie B; poi nella stagione 2002/2003 l’arrivo in Italia e in Abruzzo al Castelnuovo. Da lì, poi, ha giocato con Cologna Paese, Valle Del Giovenco, Spal Lanciano, due volte Notaresco, Rosetana, Montorio, Mosciano e nelle ultime sei stagioni a Fontanelle dove concluderà una carriera con tanta Eccellenza e Promozione oltre a una stagione in serie D e due in Prima categoria con cinque campionati vinti, due finali play off e una Coppa Italia di Promozione. «Ho tenuto duro in queste ultime stagioni, era per me un obiettivo importante riuscire a disputare 500 partite in questa bellissima regione a cui voglio un grande bene e che mi ha adottato come un figlio. Spero di essere ricordato oltre che per le doti sportive anche per l’uomo che sono. Porto la fascia di capitano da dieci anni, mai per scelta mia ma per essere stato riconosciuto leader in campo dai compagni e questo mi inorgoglisce e vorrei trasmettere certi valori anche ai ragazzi che allenerò nella mia seconda vita calcistica. L’unico rimpianto della carriera fu quando fui vicino al passaggio in serie C2 alla Rosetana dopo la mia prima stagione; poi per questioni societarie non se ne fece nulla. Avrei potuto parlare di una carriera da professionista ma d’altra parte non avrei potuto vivere questi 15 anni da guida in campo. Ringrazio per questa carriera innanzitutto la mia famiglia e mia moglie, che ha lasciato tutto in Argentina per seguirmi e starmi accanto. Passando al mondo calcistico il ringraziamento più importante va al dirigente della Figc Abruzzo Gianfranco Di Carlo che mi portò qui a Castelnuovo e che mi ha trattato come un figlio. Ma non dimentico tutti i presidenti che ho avuto con particolari bei ricordi per Ferdinando Perletta e Gino Iachini sotto l’aspetto sia umano che calcistico; non dimentico tutti gli allenatori, quello a cui sono legato di più è Gennaro Grillo, che mi ha insegnato tanto; un pensiero a tutti gli arbitri che ancora mi salutano quando li incontro per strada e, infine, al mondo del calcio, attraverso cui ho conosciuto tanti compagni, creando belle amicizie come quelle con Parmigiani, Arcamone e Cicotello. Infine il saluto più grande va al Fontanelle, una seconda famiglia per me. Sto qui da sei anni, inizialmente ero venuto solo per vincere il campionato di Prima categoria ma poi mi è subito entrato nel cuore. Il ds Alfredo Giorgini è una persona importantissima per la mia carriera e la mia vita».
Roberto Marchione
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