Berlusconi: imperativo Champions

Il patron e il Milan in ripresa: «Via gli schemi che non funzionano»
MILANO. Dieci minuti di faccia a faccia con Sinisa Mihajlovic a fine allenamento a Milanello, poi Silvio Berlusconi si è fermato altri dieci minuti davanti alle telecamere, per sottolineare alcuni concetti: l'allenatore ha la fiducia del club, dietro la crescita della squadra c'è l'abbandono di «certi schemi di gioco che non funzionavano», Donnarumma «è il portiere del Milan per i prossimi 20 anni», Boateng potrebbe tornare in rossonero «ma dipende dalle ginocchia», Taechaubol «assolutamente» metterà i soldi, ma, intanto, «prenderà un altro consulente» dopo l'inchiesta su Tax & Finance. Ecco in pillole la seconda vista stagionale del presidente a Milanello, che ha partecipato al pranzo di Publitalia '80 con potenziali inserzionisti delle reti Mediaset, prima di assistere agli ultimi minuti dell'allenamento e parlare con Mihajlovic, all'antivigilia della trasferta con la Lazio, in cui il Milan cerca la terza vittoria di fila. «Abbiamo la fortuna di un campionato a fasi molto alterne. Senza i 2 punti persi a Torino il distacco dalla prima sarebbe solo di 5».
Per Berlusconi il «progressivo miglioramento» è legato «soprattutto all'abbandono di certi schemi che non funzionavano. Siamo avviati verso lo schema classico del Milan di un calcio ragionato, palla a terra, possesso palla». Per ora Mihajlovic punta sul tridente ma «quando rientrano Balotelli e Menez si tornerà al trequartista con le due punte» ha chiarito Berlusconi, che rimpiange il francese e spera di vedere presto il Balotelli giocare «a massimo 8 metri da Bacca». Dietro le punte può far comodo anche il ritorno di Boateng, ma «le sue ginocchia devono stare bene».
E poi sul 16enne Donnarumma: «Per noi è il portiere per i prossimi 20 anni, invidio i miei successori che non dovranno investire capitali per i portieri».

