Bettella, un computer in campo per Zauri

Il difensore: «Controllo ogni centimetro e sono sempre concentrato. In ritiro i compagni mi chiamano per fare i cruciverba»
INVIATO A PALENA . Le lacrime di rabbia versate dopo il ko con il Verona in semifinale play off sono difficili da dimenticare. Davide Bettella a quella promozione in serie A ci teneva davvero tanto e adesso vuole riprendersi il sogno che l’anno scorso si è infranto sul più bello. Il 19enne difensore, tornato in prestito dall’Atalanta, suda e lavora a Palena e, per lavorare in ritiro insieme ai suoi compagni, ha rifiutato la convocazione dell’Italia under 19 per gli Europei in Armenia.
Bettella, come è andata al Mondiale under 20?
«Esperienza molto importante ed emotivamente indimenticabile. Peccato solo per il debutto con il Giappone, quando mi sono infortunato e ho dovuto saltare due gare. Con il Malì sono rientrato e poi ho giocato la finalina che ha decretato il nostro 4° posto. Un vero peccato, perché la nostra era una Nazionale forte anche senza i big Bastoni, Keane e Zaniolo».
Il ct Paolo Nicolato è stato promosso in under 21, scelta giusta?
«Sono stato fortunato ad averlo avuto due anni in under 20. Sono contento e credo che sia stata fatta la miglior scelta possibile. Ha fatto grandi cose e lavora molto su ogni minimo dettaglio»
Alcuni dei suoi compagni dicono che Bettella ha le movenze di Thiago Silva, invece alcuni allenatori, Pillon su tutti, la paragonano a Leo Bonucci. Quanto pesa ascoltare paragoni così importanti sul suo conto?
«Fa molto piacere e ci tengo a ringraziare Bepi Pillon che l’anno scorso mi ha fatto crescere tanto. La responsabilità del paragone ai grandi campioni è un bel fardello da tenere sulle spalle, ma quando sono in campo non penso a nessuno. Sono Bettella e penso solo a me stesso».
Classe 2000, ma ha già la testa di un veterano.
«In campo divento super concentrato su ogni centimetro d’erba. Un difensore deve stare sempre sul pezzo e non può assolutamente permettersi distrazioni. La mia fortuna è quella di essere sempre lucido e attento. Se sono così maturo è grazie ai miei genitori, che mi hanno insegnato il rispetto, l’umiltà e la sincerità».
Lei è una specie di computer, ecco perché in ritiro i suoi compagni la chiamano sempre quando spunta un cruciverba?
«(ride, ndr) Ci gioco solo per puro divertimento e per sentire le parole inventate dei miei compagni. L’ultima volta eravamo in quattro (insieme a Tumminello, Bruno e Memushaj, ndr) e nessuno è riuscito a vincere. Qui a Palena ci divertiamo tanto, questo è sicuro».
Come è stato l’impatto con Zauri?
«Ama giocare palla a terra e spostare il gioco da una parte all’altra come piace a me. Spero che ci toglieremo tante soddisfazioni arrivando il più in alto possibile».
Obiettivo play off ?
«Sì, sarebbe bello puntare ai play off. Ora, però, pensiamo a partita dopo partita. Come mi ha insegnato Gasperini, il campionato si decide a metà del girone di ritorno, quindi non bisogna viaggiare troppo con la fantasia».
Sono arrivati tanti ragazzi nuovi, tra cui molti suoi ex compagni di squadra tra Inter, Atalanta e Nazionale.
«Quello che mi ha colpito è Ta Bi, un giocatore di grande forza. Con Tumminello sono stato insieme all’Atalanta e in serie B un centravanti come lui può fare la differenza. Zappa era con me all’Inter Primavera e lo conosco molto bene. È un terzino moderno e completo».
Che serie B sarà?
«Ci sono tante squadre forti e sarà un campionato più competitivo dell’anno scorso».
L’attaccante più difficile da marcare?
«Mancuso, per esempio. Lo marcavo l’anno scorso in allenamento e il primo giorno che sono arrivato qui mi ha fatto gol di testa. Ho capito che se gli lasci un metro di spazio, può far gol senza problemi. Tuttavia, sono riuscito a studiarlo nei mesi in cui abbiamo giocato assieme».
Tra un anno si vede all’Atalanta o in A con il Pescara?
«Spero di essere in A con il Pescara. Qui mi sento a casa».
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