Biancazzurri in forma con la tecnologia del Gps

17 Luglio 2016

I preparatori fisici Proietti, Ciotti e Petrarca a Palena scoprono i loro “segreti”: «Il metodo è lo stesso sia per gli “anziani” come Campagnaro che per i giovani»

INVIATO A PALENA. Nella passata stagione la sinergia tra squadra, staff tecnico, sanitario (medici, fisioterapisti, massaggiatori) e preparatori atletici è stata pressoché perfetta. A quest’ultimi, gli allenatori si affidano per programmare il lavoro fisico.

Nel Pescara ci sono tre professionisti che hanno il compito di rendere ottimali le performance dei calciatori, ma anche di prevenire (nel limite del possibile) gli infortuni di natura muscolare e osteoarticolare: Riccardo Proietti, Ermanno Ciotti e Francesco Petrarca.

«Il programma è diviso in tre cicli di lavoro da nove giorni, che a loro volta presentano tre mini-cicli da tre giorni», spiega Proietti, «nel primo svolgiamo una seduta di forza, nel secondo di potenza aerobica, mentre il terzo viene dedicato alla valutazione funzionale con un esame, chiamato “test di variabilità cardiaca”, che indica il livello di recupero dei calciatori. In pratica, sono due giorni di carico e uno di scarico. Per abbassare leggermente i carichi, nel secondo e terzo ciclo toglieremo una seduta, mantenendo però sempre alta l’intensità».

Proietti, Ciotti e Petrarca contano di consegnare a Oddo una squadra già in forma tra meno di un mese. «Pensiamo che per la gara di Coppa Italia del 13 agosto i ragazzi possano presentarsi in discrete condizioni. Con una buona preparazione si entra presto in forma, poi si cerca di conservarla nell’arco del campionato. È bene precisare che non esiste un picco. All’inizio abbiamo svolto i test su forza e potenza aerobica che verranno ripetuti al termine del ritiro. Ovviamente l’auspicio è che ci sia un miglioramento. Siamo sereni perché c’è un gruppo abbastanza omogeneo, composto da tanti ragazzi che conservano i benefici del lavoro svolto nella passata stagione. I nuovi, al momento, fanno un po’ più di fatica perché devono abituarsi a questa tipologia di allenamento».

In rosa ci sono giovanissimi, come Del Sole, Di Massimo e Manaj, ma anche alcuni ultratrentenni, ad esempio Coda e Campagnaro, che nella stagione scorsa sono stati fermi ai box per un lungo periodo.

«In generale, il protocollo è valido per tutti, però, nel limite del possibile, cerchiamo di individualizzare le sedute. Coda e Campagnaro si allenano regolarmente, anche se cerchiamo di gestirli in modo particolare. L’obiettivo è quello di evitare che saltino le sedute. Insieme allo staff medico, valutiamo quanto e come spingere».

Esami ematici e test sulla regolazione cardiaca consentono di testare la prestazioni in relazione alla capacità fisiologica dell’atleta.

Finora le risposte sono state incoraggianti. «I ragazzi stanno bene. I problemi sorgono se un giocatore non sostiene la preparazione. Quando accade, possono esserci ripercussioni».

A breve arriveranno anche Ledian Memushaj e Davide Vitturini. «I test ci diranno di cosa hanno bisogno, ma basterà poco per metterli al passo con gli altri».

Nelle sedute c’è spazio per la tecnologia, curata in particolare da Ciotti.

«Utilizziamo il gps per valutare una serie di parametri: accelerazioni, chilometraggio, velocità, cambi di direzione, tutto ciò che viene svolto in allenamento. Dopo la raccolta dei dati, li analizziamo per avere un quadro chiaro».

Insomma, se Sarri con il Napoli ha lanciato la “moda” del drone, anche al Pescara la tecnologia informatica ed elettronica non è da meno.

Anche a Palena i preparatori fisici dei biancazzurri si basano sulla tecnologia per “seguire” il lavoro dei calciatori.

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