Big all’esame del Blockhaus Ciccone a caccia della gloria

Oggi la tappa di montagna con possibili ripercussioni sulla classifica
Da quel giorno sullo Stelvio a Napoli di anni ne sono passati 10 per Thomas De Gent e la salita del circuito di Monte Procida non è certo impegnativa come il passo che ha fatto la storia del ciclismo, ma per il belga della Lotto nessuna differenza. Vittoria come nel 2012 sul lungomare di Napoli davanti a tanti tifosi in festa. E le ultime annate senza pubblico sono un lontano ricordo. E che beffa per i favoritissimi Van Der Poel, Girmay e Ulissi che sono entrati nella fuga giusta, ma che si sono fatti beffare nel finale. Maglia rosa sempre sulle spalle di Lopez, ma non è stata una giornata agevole perché in fuga con De Gent e Van Der Poel c’era anche Martin (Cofidis) che in classifica non è molto lontano. Trek in testa al gruppo a tirare per limitare il pericolo, ma qualche energia di troppo spesa in vista della giornata a 5 stelle di oggi.
Il Blockhaus. Finalmente l’attesa è finita. Il Giro d’Italia torna in Abruzzo con una delle tappe più impegnative. Da Isernia al Blockhaus (Mammarosa per la precisione), 191 km, 5.000 metri di dislivello e tante emozioni assicurate. Sarà la tappa chiave, nessun bluff, nessuna strategia, ma i veri valori verranno fuori e la speranza è che il Giro finalmente inizi a parlare italiano dopo otto giorni senza tricolore sul podio. «Finalmente arriva il Blockhaus», ha detto ieri il teatino Giulio Ciccone a Napoli subito dopo la tappa. «Io sto bene e sono pronto. Voglio fare qualcosa di importante, il mio obiettivo resta quello di vincere una tappa senza ulteriori pressioni». Ciccone probabilmente mente in cuor suo quando parla di Lopez e della maglia rosa. «Lui sta benissimo e io mi sono messo già a sua disposizione e se dovesse servire anche sul Blockhaus lo farò, Juan Pedro va davvero forte». Difficile credere che oggi Ciccone possa fare il gregario perché la “sua” Maiella lo aspetta. Strade chiuse da ieri sera, sarà impossibile oggi accedere all’arrivo da ogni versante, ma il direttore del Giro Mauro Vegni non vuol sentire parlare di polemiche. «Strade chiuse? Io alla fine credo che i tifosi vinceranno, come sempre. E sul Blockhaus vi dico che sarà davvero impegnativo e sarà molto indicativo per i corridori che punteranno alla maglia rosa. Siamo a metà giro e la tappa del Blockhaus sarà davvero importante». Dopo la partenza di Isernia i corridori affronteranno subito Macerone e Rionero Sannitico prima di dirigersi verso Castel di Sangro e Roccaraso. Svolta a destra in direzione Palena e da Fara San Martino la carovana punterà Guardiagrele. Niente muro con le pendenze micidiali, ma svolta verso Filetto e Ari e da Fara Filorum si inizierà a salire. Roccamontepiano sarà un leggero antipasto, ma da Pretoro si farà sul serio. Passaggio a Passo Lanciano (10.3 km al 7.6%), discesa verso Lettomanoppello e da Scafa inizierà l’ultima ascesa. Sarà graduale e leggera fino a Roccamorice. Un rapido sguardo al monumento dedicato a Eddy Merckx (il “cannibale” trionfò sul Blockhaus nel 1967) e poi benvenuti all’infermo. Perché le pendenze saranno micidiali (13.6 km all’8,4%), lunghi tratti sopra al 14% ammirando la Maiella e tutta la natura che la circonda. La salita sarà più dolce solo negli ultimi due chilometri ma lì i giochi saranno fatti. Che vinca il migliore. Ciccone avrà un alleato in più: il suo sogno chiuso nel cassetto che bussa per uscire allo scoperto.
Enrico Giancarli
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