Bilanci, c’è lo spettro dell’amministratore giudiziario

8 Marzo 2018

Dopo il ricorso di Iannascoli e la relazione dell’ispettore nominato dal tribunale si attende la data dell’udienza  

PESCARA. Iannascoli contro Sebastiani, la storia continua e la resa dei conti è vicina. Il 24 febbraio scorso Massimo Mancinelli, il commercialista nominato dal tribunale delle imprese dell’Aquila chiamato a far luce sui bilanci del Delfino, ha depositato la relazione. Il documento va a sostegno di quasi tutte le eccezioni sollevate dai legali dell’ex amministratore delegato del Pescara, che avevano puntato i fari su alcune operazioni relative all’esercizio del 2015 e del 2016. Ora si aspetta la data della convocazione dell’udienza da parte del tribunale dell’Aquila e del giudice Iannacone. Iannascoli, con i legali Sanvitale e Di Bartolomeo, ha come obiettivo far emergere le irregolarità contestate da Mancinelli in sede di dibattimento. Se il giudice, infatti, dovesse riscontrare delle gravi irregolarità potrebbe anche nominare un amministratore giudiziario, come previsto dall’art. 2409 del codice civile. «Se le violazioni denunziate sussistono, ovvero se gli accertamenti e le attività compiute risultano insufficienti alla loro eliminazione, il tribunale può disporre gli opportuni provvedimenti provvisori e convocare l'assemblea per le conseguenti deliberazioni. Nei casi più gravi può revocare gli amministratori ed eventualmente anche i sindaci e nominare un amministratore giudiziario, determinandone i poteri e la durata». Danilo Iannascoli ieri, contattato dal Centro, ha preferito rimanere in silenzio «Non ho nulla da dichiarare», ha ribadito l’ex ad biancazzurro. Daniele Sebastiani ha affidato all’avvocato Giuliano Milia la difesa della società e ha anche nominato tre consulenti: i commercialisti Liberati, Cancelli e De Stephanis. I rilievi giudicati fondati dal dottor Mancinelli sono quelli relativi all'emissione di biglietti omaggio per i bilanci d'esercizio del 2015 e 2016, l'iscrizione dei crediti per imposte anticipate pari a 3.358.334 euro e l'omessa rilevazione del debito di 1.480.000 verso l'Envigado per l'acquisto di Quintero, tutti nel bilancio del 2015. Tre punti sui cinque contestati non sarebbero stati analizzati correttamente e avrebbero portato il passivo da 4,6 a 9,8 milioni di euro. Nel bilancio al 30 giugno 2016 le rilevazioni sono un'illegittima iscrizione di crediti per imposte anticipate, l'insufficienza del fondo svalutazione crediti, l'illegittima considerazione nell'attivo di crediti inesigibili (400.000 euro dal Wanderers per l'attaccante Rodriguez, non riscattato) e l'errata rilevazione del debito verso un fornitore. In questo caso, se i vari punti fossero stati trattati correttamente la perdita sarebbe stata di poco più di 5 milioni di euro contro 720 mila euro rilevati dalla società. Sebastiani si è detto «tranquillo. Non abbiamo nulla da temere», ha detto il presidente del Pescara. «Le cose che vengono contestate, che erano anche di competenza di Iannascoli, visto che all’epoca dei fatti era amministratore con deleghe importanti, sono state tutte sanate», dice il patron che parla anche aggiunge: «La svalutazione del credito su Maxi Rodriguez è una cosa assurda. L’anno che abbiamo fatto l’opzione su questo giocatore non eravamo in serie A e non l’abbiamo preso perché non avevamo il posto da extracomunitario. Non abbiamo perso quei 400mila contestati», dice Sebastiani, «perché con il Wanderers ci sono stati degli accordi per altri crediti, come per Elizalde e Torreira». Sulla situazione dei biglietti omaggio, poi, aggiunge: «È la contabilizzazione degli omaggi che facciamo di prassi. Ci si chiede se è stata sbagliata la contabilizzazione? Per i nostri tecnici no. Se il perito il tribunale dice il contrario vedremo». E sulle imposte anticipate: «È la voce più alta che viene riportata nel 2015, 2016 e vi dico anche nel 2017. Noi riteniamo che andrà recuperata quando torneremo a fare utili. Dico anche che la semestrale al 31 dicembre 2017 è stata chiusa con 3 milioni di utili e il bilancio al 30 giugno verrà chiuso con sei milioni di attivo», l’annuncio del presidente che poi manda una frecciata a Iannascoli. «È paradossale che la società ricorrente, la Cimmav srl, da un lato impugna i bilanci cercando di far passare la mancata contabilizzazione di alcune voci, che avrebbero portato al depauperamento del valore della società e, quindi, anche ad una maggiore perdita. Dall’altro lato, però, la stessa società (la Cimmav) porta nel proprio bilancio una quota di partecipazione che nel corso degli anni non ha mai svalutato anche quando la società (Delfino Pescara) ha perso soldi e, addirittura», conclude Sebastiani, «nel bilancio 2016 nella relazione dice che non svaluta la quota Cimmav perché il Pescara e il consiglio di amministrazione ha messo in atto concreti programmi per sviluppare al meglio l’azienda. Quindi, da un lato ci attacca e dall’altro ci fa dei complimenti. È assurdo». (l.d.m.)
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