Biraghi: il mio primo rigore, pesava tantissimo

Il difensore ex Catania: «Difficile tirare sotto la curva del Palermo. Per la salvezza ci siamo anche noi»
PALERMO. Un abbraccio che certifica che il Pescara è vivo. È quello in cui si sono stretti i giocatori biancazzurri intorno al loro tecnico, Massimo Oddo, dopo il rigore trasformato da Biraghi, che è servito a strappare un punto a Palermo. E soprattutto per il carattere dimostra nel finale dio una partita decisiva, in cui il Pescara ha “rischiato” di vincere nei minuti di recupero.
Un abbraccio rivolto anche e soprattutto all’allenatore Oddo e che lo stesso tecnico a fine partita si gode. All’ultimo respiro, dunque, il Pescara evita un Natale col morale a pezzi. Il pareggio guadagnato nel finale sul campo del Palermo può rappresentare un punto per ripartire, per una squadra che alla fine ha anche rischiato di vincere. Proprio l’orgoglio mostrato dagli abruzzesi nei minuti finali, è la nota più lieta della serata del Pescara, che resta ancora ultimo in classifica, ma quantomeno prende un punto in casa di una diretta avversaria per non retrocedere.
Una bella soddisfazione proprio per Cristiano Biraghi, peraltro anche ex Catania, che ha segnato il suo primo rigore in carriera sotto la curva del Palermo. Non una cosa che capita tutti i giorni, considerate le circostanze.
«Quel rigore pesava tantissimo, ma mi sono preso la responsabilità perché era giusto così», le parole del calciatore che ha evitato ai suoi non solo una sconfitta pesante, ma anche un’autentica beffa, considerato sia il gol (regolare) annullato precedentemente che l’occasione avuta nel finale per vincere e portare a casa quelli che sarebbero stati due punti in più d’oro. Tra i “se” e i “ma” resta, in ogni caso, una prestazione dalla quale ripartire, dopo un ritiro che ha cancellato qualche passo falso di troppo, anche sul piano del gioco.
«Siamo una squadra viva e possiamo giocarcela ancora», la conferma di Biraghi, che poi ricorda le sue origini: «Non era semplice segnare sotto la curva del Palermo».
Una partita incredibile durante i minuti finali e alla fine c’è quasi un po’ di rammarico per non essere riusciti a portare via da Palermo il bottino pieno.
«Il miracolo di Posavec? Sì, siamo stati molto sfortunati», commenta il difensore biancazzurro, che è la prima volta che batte un calcio di rigore, «il Palermo si era intimorito, peccato non averne approfittato».
Non c’è troppo tempo a disposizione per piangere sul latte versato o per rammaricarsi di un 2016 concluso senza successi nella massima serie, dopo averla raggiunta con una cavalcata entusiasmante: «Adesso guardiamo avanti», il diktat che arriva dallo spogliatoio biancazzurro. Già, guardare avanti perché, secondo Biraghi, questo Pescara ha ancora le risorse per essere protagonista nella lotta salvezza fino alla fine del campionato.
«Sappiamo quanti punti dobbiamo fare per raggiungere il nostro obiettivo», conclude Biraghi, «e proveremo a essere della lotta con le altre concorrenti».
Il portiere del Pescara, Albano Bizzarri, si accoda al coro: «Perdere così sarebbe stato davvero un peccato», le parole dell’esperto estremo difensore biancazzurro, «siamo stati noi ad avere più occasioni, senza contare un errore arbitrale che ci ha privato di un gol. In ogni caso il campionato è ancora lungo, possiamo salvarci, mancano 20 giornate. Eppure se avessimo vinto sarebbe stato un successo meritato, anche perché siamo venuti a giocare con personalità uno scontro salvezza delicato».
Giuseppe Leone

