Biraghi non molla: resto qui

26 Gennaio 2017

Il terzino nel mirino della Sampdoria: «Non so nulla, penso solo alla salvezza»

PESCARA. La serie B è dietro l'angolo, ma i biancazzurri continuano a credere in un'improbabile rimonta. I tifosi sono rassegnati e in un clima così mesto sarebbe facile cedere alla prima lusinga. Al contrario, c'è chi non si arrende e giura fedeltà al Delfino respingendo con forza le voci di mercato. È il caso di Cristiano Biraghi, terzino corteggiato nelle ultime ore dalla Sampdoria. «Non so nulla della trattativa», dice Biraghi, «sono concentrato solo sul Pescara. Resto qui per raggiungere l'obiettivo che ci eravamo prefissati all'inizio della stagione».

Parole chiare e decise di un ragazzo che la scorsa estate aveva sposato il progetto della società adriatica con il desiderio di riprendersi la A dopo un'esperienza in Spagna nel Granada. «I presupposti non erano questi, purtroppo ci siamo ritrovati in grande difficoltà».

Ci si chiede se le cause del tracollo siano di natura tecnica (squadra inadatta alla serie A) o psicologica (i risultati negativi all'inizio hanno tolto certezze). «Non lo sappiamo. Forse un insieme di cose hanno creato problemi gravi, però vi assicuro che il gruppo lavora sempre con il massimo impegno. Purtroppo non siamo riusciti a vincere nemmeno una partita, però abbiamo l'obbligo di crederci per il presidente, per la società e per i tifosi che meriterebbero questa gioia».

Il pubblico sembra aver perso ogni speranza. «Mi auguro che non sia così. Senza il supporto dei nostri tifosi non avremmo alcuna chance di risollevarci. Nel match contro il Sassuolo sono stati giustamente in silenzio per rispetto delle vittime di Rigopiano, ma nelle prossime gare il loro supporto sarà indispensabile. Chi ci crede deve starci vicino fino alla fine».

Sabato Biraghi tornerà al Mezza da avversario per sfidare il suo passato. «Sarà una gara speciale perché sono cresciuto in maglia nerazzurra e ho sempre tifato Inter. Bisogna cercare di portare a casa un risultato positivo. Sarà durissima, ma tutte le squadre hanno punti deboli».

Dopo Memushaj e Caprari, anche lui ha sperimentato la maledizione dei rigori. Finora, in totale il Pescara ha fallito quattro trasformazioni su sei tentativi. «Un errore non mi abbatte. Sono pronto a presentarmi di nuovo dal dischetto».

Dal calciomercato sono arrivati sette volti nuovi, mentre sono andati via Cristante e Aquilani. L'auspicio è che gli acquisti possano risvegliare uno spogliatoio assopito. «Sono tutti buoni giocatori. In ogni caso, l'unica medicina è la vittoria, servirebbe uno scatto per darci coraggio. Daremo tutto per raddrizzare una stagione deludente».

Una promessa, sentita più volte, che viene ribadita da Francesco Zampano, pronto al rientro dopo l'infortunio alla caviglia. «Non ci arrendiamo», dice il terzino genovese, «finché la matematica non ci condanna abbiamo il dovere di provarci. Non sarà facile recuperare punti all'Empoli, però abbiamo una partita in meno». Sabato c'è l'Inter che nelle ultime sei gare di campionato ha sempre vinto. Eppure, qualche volta il Delfino è stato capace di creare grattacapi alle big del torneo. «Forse perché contro le grandi riusciamo a giocare in modo più spensierato. Purtroppo, continuiamo ad essere poco concreti e alla prima disattenzione prendiamo gol. È successo anche contro il Sassuolo al primo minuto». Il laterale cresciuto nella Sampdoria si aggrappa all'esperienza dei nuovi acquisti. «Possono darci una mano per far prendere una piega diversa a questa maledetta stagione. Non possiamo buttare la serie A così, anche perché il livello è meno alto rispetto al passato».

Dall'apoteosi alla mediocrità il passo è stato breve. «Pochi mesi fa abbiamo vissuto un sogno conquistando la promozione, mentre ora siamo in grande difficoltà. Bisogna stringere i denti e andare avanti sperando che il vento possa cambiare».

Giovanni Tontodonati

©RIPRODUZIONE RISERVATA