Biraghi: qui nessuno può essere felice

Il terzino: «Con il Chievo siamo stati ingenui, non rifaremo più gli stessi errori»
PESCARA. Finora non ha saltato nemmeno un minuto. Cristiano Biraghi (nella foto insieme all’attaccante del Chievo Roberto Inglese) è diventato presto una pedina insostituibile dello scacchiere di Massimo Oddo.
Sette partite e 630 minuti giocati (oltre ai recuperi) a buon livello. Come lui, tra i nuovi volti del Pescara 2016-17, solo Albano Bizzarri è rimasto sempre in campo. Contro il Chievo Biraghi ha commesso una leggerezza che ha consentito a Riccardo Meggiorini di sbloccare il risultato. Il terzino sinistro biancazzurro si è fermato sperando di mandare in fuorigioco l’attaccante del Chievo, che invece è scattato in posizione regolare e ha trafitto Bizzarri. «Ci sono delle dinamiche in campo che non si possono spiegare facilmente», afferma il 24enne scuola Inter, «a volte sei convinto di aver fatto la scelta migliore, che al contrario si rivela sbagliata. Quando si subisce un gol c’è sempre un errore, stavolta ho sbagliato io e mi prendo la responsabilità».
In quella fase, c’era la sensazione che il Pescara stesse amministrando bene la gara, invece i veneti hanno saputo aspettare il momento giusto per colpire. «Il Chievo milita in serie A da tanti anni. In rosa ha calciatori esperti che hanno saputo “leggere” la partita meglio di noi. Ci ha tradito la troppa voglia di vincere, siamo stati ingenui, ma la sconfitta che ci servirà di lezione».
In avvio di campionato il calendario ha messo a dura prova la squadra di Oddo, che ha affrontato in ordine Napoli, Sassuolo, Inter, Lazio, Torino, Genoa e Chievo, tutte compagini che stazionano nelle zone medio alte della classifica. «Al di là del valore degli avversari, non sono soddisfatto del rendimento. Anzi, nessuno può esserlo. Abbiamo buttato via qualche punto, ma sono convinto che alla fine il Pescara raggiungerà la salvezza».
Sul campo il Delfino ha ottenuto 3 punti in 7 gare (3 pareggi e 4 sconfitte) e l’assenza di una vittoria condiziona inevitabilmente il morale. «Di sicuro pesa la mancanza di un successo sul campo, però sappiamo di essere sulla buona strada e il vento cambierà presto. Continuando a lavorare senza pressioni eccessive riusciremo a sbloccarci».
Sabato allo stadio Adriatico (fischio d’inizio alle ore 18) arriverà la Sampdoria dell’ex Marco Giampaolo, abruzzese di Giulianova che ha iniziato la carriera facendo il vice di Giovanni Galeone a Pescara nella stagione 2000-01.
Dopo aver vinto i primi 2 match, i blucerchiati hanno collezionato un solo punto in 5 gare. «Non bisogna fidarsi. La Sampdoria è un avversario temibile. In questo avvio abbiamo acquisito un po’ di esperienza e di certo non ripeteremo alcuni errori. Dobbiamo diventare più scaltri».
Un gol nelle ultime 4 partite. In fase offensiva i biancazzurri hanno mostrato qualche lacuna e il reparto avanzato è finito sul banco degli imputati. «Quando il gol non arriva si parla della necessità di rinforzare l’attacco. Al contrario, nel momento in cui si incassa qualche rete di troppo i fari sono puntati sulla difesa. Sappiamo di dover migliorare, però se ragioniamo così non ne usciamo più. Bisogna lavorare e impegnarsi al massimo, alla fine tireremo le somme».
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