Blitz di Maldini: prima a Chieti e poi a Pescara

20 Giugno 2017

L’ex rossonero in Abruzzo dal professor Mastropasqua. Poi, selfie e autografi con i tifosi

PESCARA. Toccata e fuga, in Abruzzo, per Paolo Maldini. L'ex capitano del Milan è arrivato nelle prime ore del mattino all'Aeroporto d'Abruzzo, a bordo di un volo proveniente da Milano, per sottoporsi, nella mattinata di ieri, a visita oculistica nella clinica Santissima Annunziata di Chieti, diretta dal professor Leonardo Mastropasqua. Una presenza, la sua, che non poteva passare inosservata, tanto che già in corsia sono stati in parecchi a riconoscerlo e fermarlo per una foto. La voce, aiutata anche dai social, ha rapidamente raggiunto l'orecchio di parecchi tifosi, così che all'uscita della strutta si è creato un piccolo capannello di persone desiderose di incontrare la leggenda milanista, per un ricordo e per un brevissimo saluto. Terminato il consulto e prima di far ritorno a Milano, Maldini, che proprio pochi giorni fa ha ricevuto la wild card per partecipare al Challenger tennistico di Milano Harbour Club (torneo professionistico ATP), si è trasferito sulla costa per pranzare in compagnia di alcuni amici al ristorante Alcyone di Pescara, aperto per l'occasione proprio per accogliere la bandiera rossonera. Anche in questo caso l'ex giocatore della Nazionale si è mostrato disponibile ad accontentare i numerosi tifosi arrivati nel frattempo, con tanto di maglia rossonera addosso, a caccia di autografi e foto ricordo. Poco più di un ora a tavola e poi di nuovo verso lo scalo cittadino, dove intorno alle 15 ad attenderlo c'era il volo che lo ha riportato a Milano. Maldini ha preferito non commentare le recenti vicende legate a Donnarumma, condite dalle parole al veleno del suo agente Mino Raiola e dalla contestazione che il portiere del Milan ha subito nel corso di Italia-Danimarca under 21, ma non si è tirato indietro nel ringraziare la città per l'accoglienza: «Saluto Pescara e faccio un augurio alla squadra di Zeman per la prossima stagione», ha dichiarato appena fuori dal ristorante. Non poteva mancare una battuta su Rocco Pagano, definito dallo stesso giocatore come uno degli avversari più scomodi di tutta la sua carriera, nel corso di una trasmissione televisiva di qualche anno fa: «Pagano era forte, l'ho detto più volte in passato», ha concluso, prima di congedarsi con un caloroso abbraccio dai suoi amici, salutare i presenti, salire in macchina e avviarsi verso l’aeroporto.
Adriano De Stephanis
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