Bocchetti: è l’anno del riscatto

11 Luglio 2014

Caprari scommette su se stesso: «Occasione da sfruttare, è la stagione della mia consacrazione»

PIZZOFERRATO. «Negli ultimi due anni abbiamo toccato il fondo, soprattutto nel girone di ritorno dell’ultimo campionato: adesso dobbiamo resettare e riscattare un’annata balorda, abbiamo un’altra occasione ma dobbiamo dare tutti qualcosa in più». Per Antonio Bocchetti sta per iniziare la quarta stagione con la maglia del Pescara. E a 34 anni un calciatore sente le responsabilità più degli altri, soprattutto è consapevole più di tanti compagni che certi errori non vanno ripetuti. Un esempio? «Dopo un paio di sconfitte non bisogna disunirsi», spiega Bocchetti, «né pensare a cose non attinenti al campo. Ciò che non è andato lo scorso anno è proprio questo: nei momenti negativi abbiamo sprecato troppe energie per pensare a cose che non riguardavano il campo, e i risultati purtroppo si sono visti».

A Pizzoferrato il difensore napoletano prepara la stagione del riscatto: «Spesso mi viene attribuito il ruolo di chioccia, ma mi sento ancora e soprattutto un calciatore, anche se è normale che noi più esperti siamo sempre pronti a dare un consiglio ai giovani. Questo lo posso garantire, mentre dentro il rettangolo di gioco prometto sempre il massimo impegno».

Con Marco Baroni si lavora sodo: «E’ un tecnico che in serie B ha fatto benissimo con una squadra giovane, adesso stiamo lavorando con i muscoli per prepararci al ritiro di Boario, la fase calda della preparazione. Una particolarità del mister? Si relaziona con tutti allo stesso modo, dai più esperti ai più giovani». Impossibile, al momento, fissare gli obiettivi: «Potremo dare un giudizio soltanto a mercato chiuso», commenta Bocchetti, «per ora pensiamo solo a lavorare e a creare un gruppo unito per evitare di ripetere gli errori del passato». Che il Pescara sia un mix tra giovani ed esperti lo dimostra anche il fatto che tra i reduci c’è anche Gianluca Caprari. Tornato a gennaio con l’obiettivo di aiutare il Pescara a scalare la classifica, l’ex romanista si è ritrovato a condividere con i compagni un’annata da dimenticare: «I propositi erano ben altri a partire da quelli del sottoscritto, ma in questi ultimi anni il Pescara ha dimostrato con i fatti di credere in me pertanto spero che quello che inizia sia finalmente l’anno giusto per consacrarmi», le parole del giovane esterno, che ha un desiderio particolare: «Dopo tanto girovagare tra Roma e Pescara, la mia intenzione è quella di giocare finalmente un’intera stagione in Abruzzo», ammette Caprari che confida nell’aiuto di Baroni: «A Pescara ho avuto sei allenatori e tutti mi hanno aiutato a crescere, anche se con Zeman ho vissuto i sei mesi più belli. Mister Baroni mi darà una mano a trovare la giusta continuità, ha responsabilizzato tutti noi parlando con ognuno e chiedendoci cose precise». In sintesi, l’allenatore vuole “corsa e sacrificio”: l’attaccante definisce il Pescara «una squadra giovane ma con tanta voglia di arrivare e di fare». La stessa che ha dimostrato, ad esempio, il portiere dell’Argentina Sergio Romero, contro l’Olanda decisivo ai rigori per l’approdo alla finale dei Mondiali della Seleccion. Un estremo difensore che Caprari conosce bene, avendogli segnato due gol nella stagione 2011-2012 e proprio nella partita che consegnò al Pescara la serie A: «Era il 20 maggio, penultima giornata, segnai due gol ad un portiere che ora può essere campione del mondo, ma è stato soltanto un caso …».

Marco Santopaolo