Bolami: «Vastese da play off con Amelia puntiamo alla C»

30 Dicembre 2019

Il presidente traccia un bilancio al giro di boa: «Potevamo avere un classifica migliore,  ma la squadra è stata rinforzata e mi aspetto tanto. Con il tecnico c’è un progetto triennale» 

VASTO. Uno sguardo al presente ed uno al futuro. Il tutto in un clima di moderata fiducia. In casa biancorossa è tempo di bilanci e di programmazione. A poche ore dall’arrivo del nuovo anno, il presidente Franco Bolami fa il punto della situazione sull’attuale stagione, convinto che nel girone di ritorno che aprirà i battenti nel posticipo del 6 gennaio, sul neutro di Ortona, contro il Chieti dell’ex Pino Di Meo, la squadra di Marco Amelia riuscirà a cambiare marcia con il chiaro intento di disputare una seconda fase della stagione di una certa importanza. Il presidente ha anche dettato le linee guida della società, aprendo all’ingresso di nuovi soci, se ci saranno, con il chiaro intento di accelerare quel processo di crescita che, nel giro di un paio di anni, dovrà riportare la Vastese in serie C. Insomma, il ritorno nel calcio che conta è il grande obiettivo dell'attuale dirigenza.
Bolami, è contento del rendimento della squadra?
«Direi di sì anche se, forse, se avessimo fatto un po’ di attenzione in più, la posizione di classifica che ricopriamo attualmente poteva essere migliore. Ora, però, dobbiamo guardare avanti. Ci aspetta un girone di ritorno che può e deve vederci protagonisti. A cominciare dal derby con il Chieti: sul neutro di Ortona, il giorno dell'Epifania, dovrà essere una giornata di festa per entrambe le tifoserie. All’andata potevamo e dovevamo vincere ed invece ci siamo dovuti accontentare del pareggio. Il 6 gennaio, con tutto il rispetto per il Chieti, puntiamo a fare il colpo grosso».
È vero che Di Meo in estate è stato vicino alla Vastese?
«No, quest’anno abbiamo puntato tutto su Amelia. Di Meo poteva tornare a Vasto la scorsa stagione ma poi non se n’è fatto nulla. Era e resta un signor allenatore ma noi siamo contenti di Amelia. Con lui abbiamo impostato un programma triennale. L’obiettivo è quello di riportare la nostra città ed i nostri tifosi nel calcio che conta. Non sarà facile, è un obiettivo ambizioso ma state certi che ci proveremo».
Arriveranno altri rinforzi?
«Assolutamente no. Il mercato è chiuso, sia in entrata che in uscita. Stiamo bene così. Abbiamo tenuto i giocatori più importanti e abbiamo inserito elementi di qualità. Vedrete che Altobelli, Di Filippo e Pizzutelli, insieme ai ragazzi che sono rimasti, daranno un grosso contributo».
Cosa chiede alla squadra nel girone di ritorno?
«Di raggiungere i play off, su questo credo non ci siano dubbi. La rosa è stata rinforzata, le premesse per fare un grande girone di ritorno ci sono tutte».
Perché avete scelto Nicola D’Ottavio come ds?
«Perché è un uomo di calcio. È stato un grande giocatore ed è un grande dirigente. Ha portato esperienza, competenza e tranquillità. Starà con noi per parecchio tempo».
Stadio Aragona, impiantistica e settore giovanile. A che punto siete?
«Direi a buon punto. L’Aragona è stato sistemato, è uno stadio che in serie D hanno in pochi. Sul settore giovanile, invece, stiamo lavorando da anni e i risultati arriveranno. Per quanto riguarda l’impiantistica esiste un progetto per avere un campo sportivo per gli allenamenti (l’impianto dei salesiani, ndc) tutto nostro. Oggi non posso dirvi altro ma presto ci saranno delle novità».
Lei è al quinto anno di presidenza: resterà ancora a lungo alla guida della società?
«Sono anni che il gruppo che ho l’onore di rappresentare sta facendo di tutto per fare calcio ad un certo livello e finora, seppur tra tante difficoltà, ci siamo riusciti. A primavera potrebbero esserci nuovi ingressi in società con il chiaro intento di migliorare il progetto. Per il resto, è chiaro che siamo pronti anche a farci da parte se ci saranno persone serie che vogliono rilevare le società. In questi anni, però, al di là di tante chiacchiere, non si è visto nessuno. Tutto questo i nostri tifosi lo devono sapere. Nel calcio, come nella vita e come nel lavoro, le chiacchiere servono a poco. Ad oggi l’unica cosa certa è che noi, da cinque anni, portiamo avanti il discorso calcio a Vasto. Il sogno è quello di tornare in serie C. Speriamo si avveri presto».
Gaetano Quagliarella
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