Bolelli e Fognini non falliscono Azzurri avanti

8 Marzo 2015

L’Italia vince il doppio: 2-1 sul Kazakistan I nostri tennisti vessati dai giudici di linea

ASTANA. Il vero incubo, ora, è evitare il finale delle ragazze, cioè non farsi rimontare. L’Italia del tennis maschile sembra aver rimesso le cose a posto, nel senso che affronta, stamattina ad Astana - Kazakistan - gli ultimi due singolari con il cuore più leggero, grazie all’exploit di Bolelli e Fognini che hanno ribadito di non essersi imposti agli Australian Open per caso a fine gennaio. I quarti di Coppa Davis sono ad una sola vittoria che, si spera, possa ottenerla sin da subito Andreas Seppi contro Mikhail Kukushkin, match che inizierà ad ora di colazione, alle 9 (diretta tv su Supertennis). Nel caso sventurato il cui il biondo altoatesino fallisse la missione Italia e Kazakistan si troveranno in perfetta parità e, come il regolamento prevede, saranno i rispettivi numeri due delle formazioni a decidere la sfida, cioè Bolelli e Golubev (che mai si sono affrontati). A meno che Corrado Barazzutti non decida di sparigliare le carte e scegliere Fabio Fognini. Questi sono solo scenari, naturalmente. Di sicuro il capitano azzurro non vorrebbe rivivere quel che gli è capitato in Fed Cup con le ragazze che, a Genova contro la Francia, conducevano 2-0 e poi hanno perso.

Intanto l’Italia conduce 2-1, dopo essere stata in svantaggio 0-1. La notte ha portato consiglio a Bolelli, che ha digerito e assimilato la batosta incassata da Kukushkin e, forte della compagnia e del sostegno dell’amico Fognini, è entrato in campo in doppio ben carico e determinato. Ne ha beneficiato il servizio, ritornato agli standard normali e i colpi fondamentali, in primis il dritto. La coppia kazaka - Golubev/Nedovyesov - ha tenuto botta nel primo set, che gli azzurri hanno però fatto proprio al tiebreak con una certa autorevolezza. Il vantaggio ha alleggerito lo spirito dei nostri, infuso fiducia e reso più dubbiosi i nostri avversari che, in un momento d’incertezza, hanno ceduto servizio ed anche la seconda frazione (6-3). Eppure non hanno indietreggiato, vuoi per patriottismo vuoi per non deprimere i cinquemila del National Tennis Centre di Astana. E lo show è stato tutto nel tiebreak: quattro chiamate dei giudici di linea a sfavore dell’Italia, in momenti chiave dell’incontro, che solo l’Occhio di Falco - la risorsa tecnologica da qualche anno messa disposizione degli atleti - ha in parte mitigato. Ma l’Italia ha dovuto rigiocare punti che avrebbe in realtà incassato, per non parlare delle energie spese per le proteste, tanto che perfino Barazzutti è stato ammonito. Beffa delle beffe, è diventato un tiebreak infinito, con sei match-point non sfruttati dagli italiani.

Eppure qui Bolelli e Fognini hanno mostrato le loro qualità, restando in partita concentrati e pronti alla prima chance, cioè nel decimo gioco, a prendersi il match (6-4). «In tutta la mia carriera non ho mai visto tanti errori come oggi, e tutti a nostro sfavore. Senza l’Occhio di Falco poteva accadere qualunque cosa. Non ero mai stato ammonito in panchina. Bravi Fabio e Simone a non perdere calma e lucidità. Hanno confermato di essere una delle coppie più forti del mondo, altrimenti sfide del genere non le vinci, soprattutto in Coppa Davis» ha sintetizzato Barazzutti. «Abbiamo vinto perché siamo più forti» ha tagliato corto Fognini, indicando in Seppi il riferimento per l’ultima giornata: «L’ho visto bene di venerdì, spero si confermi anche di domenica».

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