Bombagi a centrocampo mossa decisiva per il colpo

23 Febbraio 2020

RIETI. Che cosa avrà mai da dire un allenatore al suo esordio sulla panchina di una squadra lanciata verso i play off che vince con merito cambiando le carte in tavola? Niente. E così è stato. Il...

RIETI. Che cosa avrà mai da dire un allenatore al suo esordio sulla panchina di una squadra lanciata verso i play off che vince con merito cambiando le carte in tavola? Niente. E così è stato. Il Teramo continua il suo ostracismo verso la stampa, cominciato ai tempi di Tedino e continuato anche ieri, nonostante la vittoria allo Scopigno di Rieti. In sala stampa, nel dopo partita, non si è affacciato nessun protagonista biancorosso, men che meno il tecnico Cetteo Di Mascio. A dire la verità non si è visto nessuno nemmeno sulla sponda reatina ma questo lo si sapeva dal 24 gennaio scorso, ultimo giorno in cui qualche tesserato sabino ha profferito parola davanti alla stampa.
Disamina tattica. La trasferta in terra sabina si era aperta non certo nel miglior modo possibile. Fuori Arrigoni, Di Matteo, Lasik, Minelli e Santoro; dentro, in panchina, il 2002 Samele e il 2003 Di Nisio. Di Mascio ha optato per il 4-3-1-2 con Mungo dietro Magnaghi e Bombagi (quest’ultimo un po’ più defilato a sinistra). Davanti a Tomei Cancellotti, Soprano, Piacentini e Tentardini sono parsi piuttosto bloccati, forse per ordini di scuderia, cosicchè il peso dell’azione ricadeva essenzialmente su Costa Ferreira, attivo sul centro destra e Ilari, un po’ più in ombra nel centro sinistra con Viero che pareva bloccato e ben contenuto dai dirimpettai avversari. Il Teramo ha stentato a lungo finchè Di Mascio, capito dove intervenire, ha rivoluzionato il tutto togliendo Viero, inserendo Cappa e spostando Bombagi a centrocampo e il giovanissimo Birligea al fianco di Magnaghi. La manovra, fin lì alquanto prevedibile, ne ha tratto giovamento perché Bombagi ha affiancato Costa Ferreira e Cappa, mentre Mungo ha terminato la sua gara personale con Merelli per mettersi al servizio della squadra. Il gol dell’1-0 è stata una mazzata per il Rieti che ha provato anche a sbilanciarsi. Una combinazione Magnaghi-Birligea ha chiuso ogni tentativo di rimonta di un Rieti tecnicamente povero, ma sempre orgoglioso.
Tifoseria. “Dottore il tuo ricordo forte come il tuo coraggio”. Si è presentata così, forte di 258 unità, la tifoseria teramana che ha occupato una larga fetta di tribuna. I tifosi dei Diavoli Rossi hanno cantato e si sono fatti sentire per 90’ e pur non avendo visto una partita eccezionale hanno tributato i giusti onori ad una squadra che ha vinto, con merito, per 2-0 in trasferta.
Contestazione. Mentre il Teramo lasciava lo Scopigno senza dire una parola ed il Rieti faceva lo stesso, c’era qualcuno, in questo caso i tifosi amarantocelesti, che qualche parola (poco elegante in verità…) l’hanno detta. Feroce la contestazione alla dirigenza rappresentata dall’amministratore delegato, Roberto Di Gennaro, invitato ad andare via, e dal tecnico, Alberto Mariani, al quale i tifosi hanno ricordato che, finora, a Rieti ha collezionato dieci sconfitte e un pareggio nelle undici esibizioni in cui è stato in panchina con gli amarantocelesti. Numeri emblematici.
Berretti. Ha vinto anche il Teramo Berretti, lo ha fatto per 4-0 sul campo della Sambenedettese, grazie alle reti di Gega, Cvetkos, Marini, Capraro, nella settima di ritorno.
Aldo Maria