Bomber Piccioni «Mi manda lo zio Bruno»

«Mi ha parlato della città e della tifoseria, anch’io voglio lasciare il segno sul Diavolo»
TERAMO. Si scaldano i motori in casa Teramo. Oggi, alle ore 16, la sala convegni dello stadio Bonolis ospita la presentazione dei soci di minoranza che affiancheranno il presidente Luciano Campitelli. Ieri c’è stata la prima uscita stagionale della formazione di Giovanni Zichella, che al Bonolis ha dato vita ad un test a ranghi misti tra la squadra A (maglia bianca) e la squadra B (maglia blu). Sotto lo sguardo di circa trecento tifosi, la partitella si è chiusa sul 2-0 per la squadra in maglia bianca e ha visto l’attaccante Luca Di Renzo firmare il primo gol dell’anno. Ottima la prestazione di Di Renzo, autore anche del pregevole gol del raddoppio. Applausi del pubblico per l’ex bomber della Pro Sesto. Sono rimasti a riposo Caidi, Spighi e Piccioni.
In curva, continua il clima ostile nei confronti di Campitelli: il gruppo ultrà Sedici Gradoni ha esposto uno striscione che esorta il patron biancorosso ad andarsene. Sul fronte mercato, è ufficiale l’arrivo in prestito dall’Atalanta del mediano Roberto Ranieri mentre nelle prossime ore si cercherà di chiudere, sempre dall’Atalanta, per la mezzala Federico Chiossi. In stand-by, per il momento, la trattativa per il terzino Fiordaliso (Torino). In prova, oltre a Vitale, si sono aggiunti due giocatori provenienti dalla serie D: il difensore Liccardi (’96) e l'esterno offensivo Sburlino (’98).
Tornando agli appuntamenti di campo, il Teramo affronterà domani il primo vero impegno del precampionato: a Cascia (ore 18) i biancorossi se la vedranno infatti con il Benevento (serie B) allenato dall’ex pescarese Cristian Bucchi. Tra i volti nuovi del Diavolo 2018-2019 c'è l’attaccante marchigiano Gianmarco Piccioni. Al 27enne giocatore di San Benedetto del Tronto spetterà il compito di fare i gol che negli ultimi due anni, nel reparto avanzato biancorosso, sono mancati parecchio. Una carriera, quella di Piccioni, che prima della positiva parentesi della scorsa stagione a Santarcangelo (11 reti e diversi assist) si è sviluppata anche all'estero in squadre di serie A e B di Bulgaria, Malta e Romania (37 gol in totale). Il nuovo attaccante dei biancorossi, classe 1991, racconta le sue sensazioni in vista del prossimo campionato.
Piccioni, suo zio Bruno è un grande ex del Teramo. È pronto a raccoglierne l'eredità?
«Sì, è una sfida che mi affascina parecchio. Spero di fare almeno un decimo di quello che ha fatto lui con questa maglia (oltre 200 presenze dal 1974 al 1981, ndc). Mio zio mi ha parlato in termini lusinghieri della città e della tifoseria. Sono qui con entusiasmo e con la voglia di lasciare un segno importante. Appena mi è stata prospettata la possibilità di venire a giocare a Teramo non ci ho pensato due volte e tra l’altro anche in passato il mio nome era stato accostato ai colori biancorossi. Con il presidente Campitelli si è subito instaurato un bel feeling fin dal momento della firma sul contratto».
Quali sono le sue caratteristiche principali?
«In carriera ho ricoperto tutti i ruoli dell’attacco. Prediligo fare la prima punta, ma sono a disposizione del mister per tutti i sistemi di gioco che vorrà adottare in questa stagione e non c’è alcun tipo di problema».
Lei ha già giocato in Abruzzo con le maglie di Virtus Lanciano e L’Aquila. Che ricordi ha di quelle due esperienze? «La mia carriera da professionista è praticamente nata in questa regione. Sono perciò legato all’Abruzzo da un affetto particolare. Spero di rivivere le stesse emozioni provate a Lanciano e L’Aquila, dove ho trascorso un periodo molto bello (tra il 2010 e il 2013, ndc)». Quali sono le sue aspettative per la prossima stagione?
«Io sono un ambizioso. Metterò al servizio del gruppo la mia professionalità e la dedizione al lavoro. A livello di squadra l’obiettivo è di riuscire a trascinare la gente allo stadio, lavorando a testa bassa e riportando entusiasmo in questa piazza dopo alcune annate un po’ travagliate. Conosco i giocatori che c’erano già l’anno scorso, per averli affrontati da avversario, e sono tutti elementi validi e in grado di dare tanto al gruppo».
C'è qualche promessa che si sente di fare ai tifosi?
«Non mi piace fare promesse. In genere non amo parlare di gol o fissare un numero di reti da fare. Preferisco far parlare il campo e così sarà anche quest'anno».
Gaetano Lombardino
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

