Boni: con Polonara è un’Italia da oro agli Europei

3 Agosto 2015

L’highlander del basket italiano a 360 gradi: seguo le abruzzesi, ma una promozione in A è poco

ROSETO. Ci sono personaggi nel mondo dello sport che non passano mai inosservati. Uomini e donne dal carattere duro, vincenti per carattere e determinati per scelta, sono quei giocatori sempre pronti, soprattutto quando le cose si fanno difficili. Un identikit che calza a pennello per “Super” Mario Boni, immortale del basket italiano.

Dopo aver fatto il commentatore tv per Sky, adesso è vice presidente della Giba, ma continua a far canestro, in barba alla carta d’identità che da qualche anno racconta che ha scollinato i 50.

Giocare è sempre un gran piacere; quest’anno ho smesso col Monsummano, dove avevamo vinto, e sono andato a giocare nel campionato Uisp per il Montecatini Terme.

Un ottimo modo per rimanere in forma, visto che tra 20 giorni vestirà la maglia azzurra della Nazionale Master allenata da Alberto Bucci.

Voleremo a Orlando, in Florida, dove dal 20 al 30 agosto difenderemo il titolo di campioni del mondo. In effetti, siamo dei vecchietti terribili, visti i tanti titoli finora vinti.

A Orlando potrebbe avere una bella sorpresa: la sua Montecatini infatti, è in pole position per organizzare il Mondiale MaxiBasket 2017, in una lista che comprende Rio, Vienna Monaco.

Io sono uno dei responsabili dell’organizzazione italiana: abbiamo proposto un progetto che abbraccia l’intera Toscana; sono molto fiducioso, potremmo davvero farcela.

Da giocatore non ebbe un gran feeling con l’azzurro, nonostante che sia il 3° marcatore di tutti i tempi con oltre 11mila punti segnati. Messina ha detto che non averla fatta giocare di più è un suo rimpianto. Ma se lei non giocava perché era un galletto, come la mettiamo adesso con la Nazionale che prepara gli Europei, e di galletti è piena?

Significa solo che abbiamo tanto talento, ben venga. Sono davvero convinto che abbiamo una squadra forte, che può puntare a una medaglia. Certo, abbiamo un mix da gestire, con quattro giocatori che arrivano dalla Nba. Ma se coach Pianigiani saprà farla diventare una vera squadra, dove ognuno accetta il suo ruolo per l’orgoglio d’indossare l’azzurro, il risultato positivo arriverà, anche la vittoria finale.

Al di là di Gallinari, Belinelli o Gentile, chi potrebbe essere la novità dell’Europeo?

Io punto su Achille Polonara, che, dopo una buona gavetta, quest’anno ha fatto le finali scudetto con Reggio Emilia; lo vedo migliorato, sempre dinamico, buon tiro da tre e senso del rimbalzo.

Passiamo alla A: quest’anno abbiamo assistito a una finale tra due outsider, Sassari e Reggio Emilia: uno spot per il basket o l’ammissione che l’Eurolega è irraggiungibile?

Il fatto che siano arrivate due sfavorite a contendersi lo scudetto, addirittura in gara-7, è stato emozionante; certo, è un fatto che gli investimenti per puntare all’Eurolega in Italia non ci sono più, con l’eccezione di Milano.

In serie A Roma si è autoretrocessa, mentre in A2 Napoli non è riuscita neanche a iniziare. Forse siamo finalmente sulla strada giusta per evitare i soliti forfait visti durante le scorse annate?

Purtroppo, è evidente che le grandi città non riescono più ad attirare finanziatori, penso anche a Firenze. Di positivo però, c’è la grande attenzione sulla solidità finanziaria dei club, quindi speriamo di avere campionati più regolari; del resto quest’anno in B sono state pochissime le rinunce, grazie anche ai costi calmierati, ma soprattutto al senso di responsabilità da parte di chi gestisce le società.

Al campionato di A2 parteciperanno Chieti e Roseto, finite entrambe nel girone Est.

Seguo con interesse la pallacanestro abruzzese, visto che ci ho passato, giocando a Roseto e Teramo, anni bellissimi. Il problema è che una sola promozione è troppo poco. Anche le piazze piccole ma animate da grande entusiasmo, devono poter salire in A. Io aumenterei le promozioni a 3.

Roseto e Chieti dovranno battersi contro squadre come Treviso, Fortitudo Bologna, Verona, Trieste. Come farà Davide a battere Golia?

Se pensassimo che fosse impossibile, sarebbe la morte dello sport. Sassari lo ha dimostrato, battendo Milano e vincendo lo scudetto. Le differenze di budget pesano, ma mi piace pensare che alla fine conterà di più la bravura di chi fa la squadra e di chi la allena.

È il vice del teatino Alessandro Marzoli alla Giba, l’associazione dei giocatori di basket.

Cerchiamo di aiutare quei giocatori che tanto hanno dato al mondo della pallacanestro. L’anno scorso, abbiamo fatto partire il progetto “Fine Carriera” per aiutare chi dopo tanto basket giocato, spesso si trova in difficoltà a entrare nel mondo del lavoro, non fosse altro per il gap d’età. Quest’anno, invece, abbiamo lanciato il “Sussidio ai giocatori senza squadra”, un innovativo progetto di solidarietà applicata al basket. Si tratta in pratica di una piccola cassa integrazione per chi resta senza contratto, un progetto pilota che lanciamo per primi a livello europeo.

Farà un salto a Roseto?

Farò di tutto per venire qualche giorno ad agosto per salutare gli amici; e un arrosticino potrebbe portarmi fortuna. ©RIPRODUZIONE RISERVATA