Bonucci: «La quarantena mi ha fatto tornare bambino»
Il calcio, dopo le prime positività al coronavirus, incomincia ad uscire dall'isolamento. È il caso di Leonardo Bonucci, della Juve, la prima società di serie A a fare i conti con l'emergenza...
Il calcio, dopo le prime positività al coronavirus, incomincia ad uscire dall'isolamento. È il caso di Leonardo Bonucci, della Juve, la prima società di serie A a fare i conti con l'emergenza sanitaria, e dei calciatori della Sampdoria, sette giocatori contagiati tra le sue fila che proseguono nel protocollo sanitario (isolamento finito per squadra e tecnici non contagiati). Giorni difficili in attesa di «tornare a sorridere», l'augurio del capitano della Fiorentina German Pezzella nel giorno del Capodanno Fiorentino. «Sto bene, ma è stata dura», racconta Bonucci alle telecamere di Jtv. «Non ho avuto sintomi, sono stato fortunato. Con figli e moglie a casa la giornata diventa intensa», dice. «Ho avuto la possibilità di tornare bambino. Con mio figlio Lorenzo abbiamo giocato in cortile come facevamo noi una volta. Sono cose che adesso vedi un po’ meno, mi ha emozionato». Il difensore è uno dei 121 tesserati e dipendenti bianconeri finiti in isolamento volontario l'11 marzo, giorno della positività di Rugani, primo caso di coronavirus in serie A. I controlli sugli altri bianconeri sono stati decisi dalle autorità sanitarie dopo il confronto con i medici del club, quando il problema dei tamponi non c'era. Nessun privilegio, se non quello di essere seguiti da uno staff medico attento di fronte alle poche linee di febbre accusate. Messaggio rassicurante, infine, da Dybala: «Stiamo meglio», ha detto riferendosi anche alla fidanzata pure lei positiva al coronavirus. Entrambi faranno un nuovo tampone il 31 marzo.

