Botte e insulti al rientro negli spogliatoi

Il team manager aquilano Rotilio colpito da una bottiglia, Epifani amareggiato
CHIETI. Il veleno è nella coda. Il finale di gara è incandescente con un parapiglia scoppiato al rientro delle due squadre negli spogliatoi. Volano parole grosse e spintoni tra giocatori e dirigenti. A farne le spese è il team manager dell’Aquila Pietro Rotilio, che nella mischia viene colpito al volto da una bottiglietta piena d’acqua. Ci vuole l’intervento della polizia e degli addetti alla sicurezza per riportare la calma. Ci sarà materiale per il giudice sportivo: previste multe e squalifiche. Ristabilita la calma, il primo ad arrivare in sala stampa è Mauro Chianese che si toglie qualche sassolino dalla scarpa ritenendo eccessive le critiche dopo il pari di domenica scorsa ad Ascoli. «Eravamo solo alla prima giornata e sembrava stessimo rischiando di retrocedere», dice il tecnico del Chieti. «Qui si guarda sempre il bicchiere mezzo vuoto. L'Aquila è una grande squadra e la sofferenza era stata preventivata. Il saper soffrire deve far parte del nostro Dna visto che solo così si portano a casa risultati importanti». Sul finale burrascoso il tecnico neroverde glissa. «Io ho pensato subito a correre verso la curva Volpi per ringraziare la nostra tifoseria, capace di incitarci fino all'ultimo istante. Poi sono tornato immediatamente negli spogliatoi senza sapere cosa sia realmente accaduto. Comunque si giocava un derby e certi battibecchi possono starci. Il gol di mano di Forgione? Io dalla panchina non ho visto niente». Epifani mastica amaro. «Più di così era impossibile fare», spiega il tecnico dell’Aquila. «Almeno otto occasioni non concretizzate davanti al portiere avversario. Abbiamo sbagliato il primo quarto d'ora per un problema che ci portiamo dietro dallo scorso anno, cioè il doversi adattare ai campi in erba. Poi, è stata una gara giocata bene, anche quando abbiamo cambiato modulo di gioco mettendo gli under in zona difensiva, visto che il Chieti non pungeva più. Nel calcio i dettagli fanno la differenza e, purtroppo, sull'azione del gol il fallo di mano è clamoroso, ma l'arbitro ha preso un abbaglio. Usciamo comunque a testa alta».

