Brugman: giocheremo con il coltello tra i denti

Il capitano del Pescara, ex di turno, lancia la sfida alla capolista
PESCARA. Il gol segnato all’Avellino resterà per sempre impresso nella sua mente. E anche nella storia del Pescara. Gaston Brugman, 7 reti in campionato, vuole arrivare in doppia cifra e magari avvicinarsi all’obiettivo già domenica contro l’Empoli, la sua ex squadra. Sono passati undici anni da quando il capitano biancazzurro ha lasciato il Penarol per tentare l’avventura nel calcio italiano partendo dalla Toscana. Cinque stagioni di militanza nelle giovanili azzurre, poi il mancato accordo col presidente dell’Empoli Fabrizio Corsi per il rinnovo del contratto e l’approdo in riva all’Adriatico nel 2012. Domenica servirà un’impresa per battere la capolista, ma il 26enne uruguaiano è fiducioso.
Brugman, partiamo da Avellino. Cosa ha provato dopo quella prodezza?
«Quando la palla è entrata non ci credevo, anche se nella mia testa avevo immaginato la traiettoria. La differenza l’ha fatta lo stop che mi ha permesso di calciare subito in porta. Se avessi sbagliato il controllo, gli avversari mi avrebbero bloccato. È stata un’azione incredibile ed è il gol più bello della mia carriera».
Peccato per il pareggio subìto nel finale...
«Sì, potevamo vincere. A un certo punto abbiamo abbassato troppo il baricentro e l’Avellino è riuscito a pareggiare nelle battute finali. Di positivo c’è che quando abbiamo incassato la rete dell’1-1 non ci siamo demoralizzati, mentre prima, se incassavamo un gol ci buttavamo giù e non riuscivamo a reagire».
Il Pescara è 14°. I play off sono utopia?
«Meglio non guardare la classifica, anche perché se lo facciamo stiamo male. Ora ci serve continuità per risalire la china. Vedremo cosa succederà, magari faremo tre vittorie di fila e torneremo in corsa. Se ci crediamo? Per forza, non siamo mica rassegnati a disputare un campionato anonimo».
Domenica arriverà l’Empoli. Toscani favoriti?
«Sulla carta sì, ma forse proprio questo ci darà una carica in più per affrontarli nel modo giusto. Sfideremo i più forti del campionato che quasi sicuramente andranno in A. È una squadra che gioca e concede qualche spazio. Proveremo a colpirli in contropiede, dal momento che quando dobbiamo imporre il nostro gioco facciamo difficoltà. Non è un periodo felice per noi, ma di sicuro giocheremo con il coltello tra i denti».
Rifarebbe la scelta di lasciare l’Empoli per il Pescara?
«Sì, non sono pentito e non serbo rancore nei confronti della dirigenza empolese. In Toscana ho lasciato tanti amici e conservo molti ricordi piacevoli. Come organizzazione, l’Empoli è una società modello, ma sono contento di essere qui. Poi quando sono andato via, non ero nemmeno parte integrante del progetto tecnico».
Il suo contratto scadrà nel 2022. Resterà in B o andrà in un club di A?
«Qui c’è una società ambiziosa e mi trovo benissimo. Qualsiasi decisione verrà concertata con la dirigenza. E poi mica è sicuro che il Pescara giocherà in B l’anno prossimo...».
È contento di giocare di nuovo playmaker?
«Sì, ma devo dire che anche da mezzala mi trovavo bene, ormai avevo preso confidenza con il ruolo. Rispetto sempre le scelte degli allenatori. Zeman mi ha responsabilizzato dandomi la fascia di capitano e sono cresciuto molto sotto il profilo della personalità, però devo lavorare ancora tanto».
Cosa pensa dell’esonero del boemo?
«È stato una sconfitta per tutti noi. Ora, però bisogna guardare al futuro e riportare il Pescara dove merita».
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