Brugman in lacrime «Sono tornato»

Melchiorri: pareggio amaro. Fiorillo: pensiamo positivo
PESCARA. Lacrime e rimpianti. L’ultimo gol l’aveva segnato più di 11 mesi fa, esattamente il 29 marzo 2014. Anche in quel caso il Pescara pareggiò 2-2 (contro la Reggina). Poi l’infortunio un mese e mezzo dopo, l’intervento al legamento crociato del ginocchio e una lunga riabilitazione. Sette mesi lontano dal campo. Dolore, rabbia e tanta amarezza. Gaston Brugman, ieri, per la prima volta, si è fatto 90’ tutti d’un fiato ed è tornato al gol. La rete si gonfia, l’Adriatico esplode e lui corre sotto la Nord. Braccia al cielo, urla e il viso segnato dalle lacrime. Sì, proprio così. Brugman dopo il gol del momentaneo 2-1 è scoppiato a piangere. Lacrime di gioia, ma anche liberatorie dopo il lungo calvario dovuto all’infortunio al ginocchio. «Il gol è per la mia famiglia e per la mia ragazza Marcela».
Dice il centrocampista uruguaiano, ripercorrendo quei minuti dopo la rete del 2-1. «Ho ripensato a tante cose. Sono stati sette mesi durissimi e so quello che ho passato in questo periodo, e so quanto è difficile recuperare senza avere la continuità giusta. Ora ho bisogno di giocare, poi il resto verrà da sé». Primo tempo non eccelso per il sudamericano, poi nella ripresa molto meglio. Si è rivisto il Brugman dell’anno scorso, anche se per vederlo a pieno ritmo ci vorrà ancora un po’. «Si, è vero. Devo arrivare al 100% e mi sto impegnando al massimo. Il bello arriva adesso».
È tornato a segnare contro colui che lo ha lanciato nel ruolo di centrocampista, Pasquale Marino. «Il mister è un grande», racconta, «Prima della partita mi ha detto: “Torni a giocare contro di me. Non fare brutti scherzi”». Gaston non si è fatto pregare ed è arrivato il suo primo gol stagionale. «È stato bellissimo, mi spiace solo che allo stadio non c’era la mia ragazza Marcela. È partita ieri per l’Uruguay...». Ripensa all’ultima frase, fa una pausa di due secondi, sorride e corregge il tiro. «Forse, per scaramanzia, è meglio che rimane in Uruguay così segno ancora tanti gol».
Due reti in cinque giorni, 11° gol stagionale e grande prestazione. “Niente è impossibile. Tutto si pò fa”. È lo slogan di Federico Melchiorri, che qualche giorno fa ha scritto questa frase sulla sua pagina Facebook. Il bomber è tornato. «Grande gara, ma il risultato non mi piace. Potevamo vincere tranquillamente, ma anche il vento ci ha creato più di un problema. Era difficile intuire la traiettoria del pallone», racconta l’attaccante biancazzurro, tornato al gol martedì dopo due mesi di digiuno. «Per un attaccante non fare gol è una cosa abbastanza pesante. Ti “ammali” mentalmente. Comunque, sono felice di essere tornato a segnare. Di solito tra gennaio e marzo avverto sempre un calo, ma ora sono tornato e adesso andiamo a vincere a Carpi. Il gol? Lo dedico alla mamma di un caro amico che è scomparsa qualche giorno fa». La coppia Sansovini-Melchiorri funziona alla grande: «Marco è un attaccante “vero”. Con lui mi intendo alla grande e credo che in campo si veda questa cosa».
Un paio di parate importante, ma sul gol di Cinelli pesa come un macigno la sua deviazione in porta. Vincenzo Fiorillo, nonostante il pareggio, pensa positivo. «Dispiace prendere gol al 90°, ma noi dobbiamo vedere il bicchiere mezzo pieno e non il contrario perché abbiamo affrontato una squadra forte come il Vicenza. Il gol di Cinelli? Ho visto il pallone schizzarmi addosso e non ho potuto fare nulla». La sua prestazione, però, è stata all’altezza. «Sono contento, ma adesso pensiamo a fare punti». Carpi avvisato.
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