Bucci: il tricolore è una spinta verso altri trionfi

14 Settembre 2020

Il cavaliere aquilano campione d’Italia nel salto ostacoli: Casago cavallo giovane, non pensavo così forte

L’AQUILA. Un bell’effetto, non c’è che dire. Il titolo italiano conquistato nel salto a ostacoli sabato a Busto Arsizio ha riportato Piergiorgio Bucci alla ribalta. L’aquilano - 45 anni lo scorso 18 agosto - ha confermato di essere una stella nel mondo degli sport equestri. Ha dimostrato di essere un cavaliere di rango: calma, freddezza e bravura i marchi di fabbrica di un uomo che ha esperienza e qualità da vendere. La sua immagine, quella dei suoi percorsi e quella del suo Casago sono risaltate con evidenza durante le due giornate di campionato italiano. «Ci tenevo», ha detto Bucci, «è il secondo titolo italiano. E vi posso garantire che si tratta di un titolo molto ambito. L’altra volta avevo vinto nel 2008, tanto tempo fa. Volevo questo trionfo. In sella a un cavallo che sapevo essere un fenomeno un prospettiva, ma non pensavo fosse capace di un exploit del genere così giovane». E, in effetti, sono emerse le qualità di chi è abituato a domare il cavallo, a guidarlo. Un insegnante abituato a vivere quasi quotidianamente una realtà fatta di continui e costanti confronti con il massimo livello internazionale (Bucci vive in Olanda, nel cuore dell’Europa degli sport equestri). Non a caso Bucci ha alle spalle presenze – e vittorie – in Coppa delle Nazioni, le partecipazioni ai massimi campionati internazionali, le decine di cavalli montati, le vittorie e anche le sconfitte. Sabato il secondo percorso (chiuso a zero) della seconda prova di campionato è stato emblematico: Bucci ha dato una eloquente dimostrazione di bravura, e Casago - il suo cavallo - ha dimostrato tutte le sue spettacolari qualità che lui stesso gli riconosce. Ma Casago – Holstein nato nel 2011 da Casall x Carthago – è un cavallo che il cavaliere aquilano ha formato fin da quando lo stallone grigio era in giovane età. «Il week end pieno di soddisfazioni è frutto di un grande lavoro», ricorda Piergiorgio Bucci, «e sono convinto che ci siano ulteriori margini di miglioramento». E poi: «Sono contento, perché dopo la chiusura causa coronavirus ci voleva un’iniezione di fiducia. La settimana scorsa ho vinto una gara in Belgio, ma di minor prestigio rispetto al titolo italiano. Alla soddisfazione personale si aggiunge l’orgoglio di raccogliere così presto i frutti del lavoro svolto con il cavallo». All’orizzonte c’è un’altra manifestazione, sempre a Busto Arsizio. «Resterò ancora qui. Poi, ci sarà un tour in Portogallo con alcuni cavalli molto promettenti».
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