Buitrago è da applausi, Landa sale al terzo posto

26 Maggio 2022

Van der Poel in evidenza, ma il colombiano ha una marcia in più a Lavarone

LAVARONE. Altra tappa di montagna e altra fuga vincente. Questa volta sorride il colombiano di 22 anni Santiago Buitrago che sul Menador ha staccato Hirt, Carty, Van del Pool e Leemreize prima di involarsi sul traguardo di Lavarone a braccia alzate. Domenica scorsa Buitrago era arrivato secondo dietro a Giulio Ciccone a Cogne, ma ieri è stato il più forte di tutti e il ciclismo delle nuove generazioni ha già scoperto un altro futuro campione. Richard Carapaz resta in maglia rosa sempre con 3” di vantaggio su Hindley. Mikel Landa ha scavalcato Almeida che ieri è andato in difficoltà ed è salito sul terzo gradino del podio provvisorio, mentre Nibali, pur non restando con i migliori, ha mantenuto la quinta posizione in classifica. «Sia ieri che oggi», ha detto il capitano dell’Astana, «è stata complicata. Ho cercato di gestirmi, non potevo faro altro. Vincere una tappa? Se le gambe sono queste è molto difficile provarci». Freddo e pioggia alla partenza, sul Tonale servono le mantelline pesanti con il termometro che segna 7° e sono lontani i giorni del grande caldo. Ma sono anche lontani i momenti di esaltazione per Giulio Ciccone. Altra giornata di speranze, ma altra giornata di crisi per il talento teatino che aveva indovinato la fuga giusta e per gran parte della tappa è stato indicato come il favorito per il successo, soprattutto quando il gruppo era dietro ad oltre 6’. Ciccone ha sprintato con Bouwman perdendo la voltata a Giovo per il gpm a due passi da Palù, il paese pieno di maglie rosa firmate da Francesco Moser che lì è nato e cresciuto. Nella vallata prima del Vetriolo, un po’ come successo prima del Mortirolo, il gruppo dei fuggitivi si spezza e davanti restano Van Der Poel, Martin e uno straordinario Leemreize. Guadagnano oltre un minuto, ma non c’è da stare preoccupati per Ciccone perché è in compagnia di tutti i migliori. Compresi Hirt, Buitrago e Carty ovvero i protagonisti delle ultime 3 giornate di Giro. C’è da stare preoccupati, invece, quando iniziano le dure rampe verso il gpm del Vetriolo, una salita che nel 1990 consacrò Gianni Bugno in maglia rosa. Carty come sul Mortirolo si mette avanti e Ciccone alza subito bandiera bianca. Con il capitano della Ef salgono bene Bouwman, Hirt e Buitrago. Il 22enne della Bahrein ha una marcia in più e da solo va riprendere chi sta davanti sulle durissime e splendide rampe affollate del Menador, L’arrivo in solitaria è spettacolare, mentre la seconda crisi di Ciccone merita una riflessione. Perché dopo aver firmato l’impresa più bella di questo giro a Cogne il corridore della Trek ha accusato due giorni difficili? Una risposta l’ha data il ct della nazionale Daniele Bennati presente a Lavarone. «Credo che tutta la preparazione del Giro per Giulio sia stata complicata. Si è presentato in condizioni non perfette e dopo la vittoria di Cogne la fatica si è fatta sentire. Non possiamo aspettarci un exploit al giorno, ma con due tappe di montagna ancora a disposizione sicuramente ci potrà riprovare». Bennati ha poi analizzato il Giro. «Una corsa durissima fino a questo punto e ancora ne vedremo delle belle. La tappa di sabato è bellissima e l’arrivo sulla Marmolada è davvero impegnativo. A Lavarone ho visto un Carapaz in ottima condizione ma anche Hindley sta benissimo ed è pericoloso».
Van der Poel a conti fatti è la stella del Giro. Chi si poteva aspettare un attacco vero su una tappa con Vetriolo e Manador? Nessuno, ma se sei un campione nulla è impossibile e il vincitore del Fiandre è andato vicinissimo all’impresa. Ha scalato il Vetriolo con il passo dei migliori e per gran parte del Menador ha tenuto Buitrago dietro. Gli sono mancati gli ultimi due chilometri per firmare un’impresa clamorosa. Se il Giro da bello diventa bellissimo il merito è di questo campione che sa regalare sempre emozioni.
Enrico Giancarli