C’è la Roma e Oddo sente aria di derby

24 Novembre 2016

Il tecnico, in passato alla Lazio, si affida a tanti ex giallorossi

PESCARA. Forse l’Olimpico non sarà il palcoscenico adatto per spiccare il volo, vista la maggiore caratura tecnica degli avversari. Ma domenica sera contro la Roma il Pescara si presenterà nella Capitale con un carico supplementare di motivazioni. C’è la necessità di fare punti dopo cinque sconfitte consecutive. Sarebbe ora di centrare il primo successo sul campo dopo 13 gare e interrompere l’astinenza dal gol che dura da 375 minuti. Poi c’è un allenatore che ha duellato per anni contro il club di Pallotta indossando la maglia della Lazio. E, infine, nel Pescara ci sono tanti calciatori, cresciuti o che hanno giocato nella Roma, ma che in seguito sono stati ceduti senza troppe remore.

Insomma, è lecito attendersi che, nonostante le assenze, il Delfino non abbia alcuna voglia di fare la vittima sacrificale in un campo dove l’undici di Luciano Spalletti ha dimostrato di essere infallibile (6 vittorie su altrettante partite). Il primo ad avere il dente avvelenato sarà Massimo Oddo, che vedendo sfilare in campo i giallorossi caricherà ulteriormente i calciatori. I trascorsi di Oddo con la Lazio sono intrisi di grandi emozioni. Il tecnico biancazzurro ha sfidato 7 volte la Roma (2 successi, 2 sconfitte e 3 pareggi). Indimenticabile l’ultimo derby: un gol e un assist contro la Roma allenata proprio da Luciano Spalletti, che troverà di nuovo come avversario alle 20,45 di domenica. In totale il 40enne pescarese ha incrociato 17 volte la Roma (4 vittorie, 4 pareggi e 9 sconfitte). Non solo Oddo. In questi giorni anche Luciano Zauri, collaboratore tecnico ed ex compagno dell’allenatore in maglia biancoceleste, proverà a scuotere Memushaj e soci. Anche lui è stato protagonista di varie battaglie contro Totti e compagni (7 derby giocati, un successo, 2 sconfitte e 4 pareggi).

Ma la sfida più accesa si giocherà in campo. Nel Pescara ci sono otto calciatori che hanno avuto rapporti con la società capitolina. Uno, Norbert Gyomber, è di proprietà del sodalizio giallorosso che lo ha ceduto in prestito al Delfino, però non ci sarà per infortunio. Gli altri sette sono cresciuti nel settore giovanile, ma in seguito non sono riusciti a diventare profeti in patria: Gianluca Caprari, Simone Pepe, Alessandro Crescenzi, Valerio Verre, Mirko Pigliacelli, Stefano Pettinari e Alberto Aquilani. L’unico preso realmente in considerazione fu Aquilani, che dopo oltre 100 gare con la Roma venne ceduto nel 2009 al Liverpool per poco più di 20 milioni di euro. Tra i più delusi dalle strategie giallorosse c’è Caprari, che, dopo l’affondo di qualche giorno fa firmato Matteo Politano («Credo a Roma che si siano pentiti vedendomi far bene nel Sassuolo»), ha parlato così dal ritiro della Nazionale: «Il settore giovanile della Roma? E’ una piazza difficile, loro fanno le proprie valutazioni e noi cresciamo bene». Insomma, se tre anni e mezzo fa segnò all’Olimpico senza esultare (Roma-Pescara 1-1, 24 aprile 2013), stavolta, se dovesse trovare la via del gol probabilmente darà spazio alla sua felicità. Poi c’è Simone Pepe, che però ha ripetuto più volte di non avere nessun rimpianto nei confronti della società nella quale ha mosso i primi passi da calciatore: «Non ero pronto per giocare nella Roma», disse tempo fa l’attaccante esploso nell’Udinese e in seguito nella Juventus.

Al contario, Verre avrebbe voluto continuare l’esperienza nella squadra della sua città, ma fu ceduto all’Udinese nell’ambito dell’affare benatia. Domenica Verre non ci sarà (guaio al piede), al contarrio di Crescenzi, che esordì in A nella Roma nel 2009, ma poi iniziò a girovagare per l’Italia. In panchina siederà Pettinari: anche lui debuttò in A e venne messo in disparte. Ora entrambi sono del Perscara, così come Pigliacelli, che con Oddo è il quarto portiere. Lui, dopo tanti successi nelle giovanili, non ebbe nemmeno la soddisfazione di giocare un minuto in prima squadra.

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