C’è poco Pescara: le assenze pesano

16 Marzo 2019

Senza diversi titolari brutto primo tempo, nella ripresa la reazione con il gol del pari di Scognamiglio dopo la papera di Fiorillo che regala la rete a Tutino 

PESCARA. Gennaro (Scognamiglio) risponde a Gennaro (Tutino), ma la notte dell’Adriatico-Cornacchia non regala miracoli a Pescara e Cosenza reduci da battute d’arresto. Non è serata, lo spettacolo è quello che è. I contenuti tecnici sono modesti, vuoi perché il Cosenza ha bisogno di muovere la classifica dopo due sconfitte di fila e non corre rischi, vuoi perché il Pescara non ha le armi per far male ai calabresi, tignosi e ben organizzati nelle retrovie. Di gioco se ne vede poco nell’anticipo della 29ª giornata. Matura lo stesso risultato dell’andata e questa volta nessuno può lamentarsi, perché l’1-1 ben fotografa l’andamento di una gara senza sussulti, a tratti inguardabile. Gli unici brividi sono figli di un errore del portiere del Pescara, Fiorillo, che fa l’assist a Tutino per sbloccare il risultato al 9’ della ripresa; e del secondo gol consecutivo di Gennaro Scognamiglio, ancora una volta di testa - dopo quello di Cittadella - e ancora sugli sviluppi di una punizione battuta dalla sinistra da Memushaj. Questa volta l’inzuccata del difensore frutta un punto, a differenza del Tombolato. Sarebbe servito il bottino pieno ai biancazzurri per rilanciarsi nella corsa alla promozione diretta in serie A. E, invece, devono accontentarsi del punto che permette di agganciare il Verona al terzo posto in classifica in attesa delle altre partite. Impossibile chiedere di più a una squadra che sta dando tutto quello che ha. E che senza Brugman e Mancuso, tra gli altri, perde gran parte del suo potenziale, perché l’uruguaiano è il faro del gioco e l’attaccante il finalizzatore principe nonché vice capocannoniere della serie B. Ogni partita tante assenze a cui far fronte, alla lunga stanno fiaccando il Pescara che appare un po’ logoro nel momento decisivo della stagione. Non si può sempre sopperire alle lacune strutturali con grinta e carattere. Alla lunga non bastano. La speranza è che la sosta aiuti Pillon a recuperare gli assenti per ripresentarsi alla ripresa, a Lecce, con la squadra al completo e in condizione. Brutto primo tempo che il Pescara inizia con il 4-3-3 con Marras e Antonucci esterni e Monachello centravanti. Ma non c’è gioco. Non può garantirlo Bruno che eccelle in fase di interdizione, non di costruzione del gioco. Ci prova Memushaj a organizzare la manovra, ma con alterne fortune. E così è il Cosenza - schierato con il 3-5-2 con Hristov preferito a Embalo ko all’ultimo momento - a gridare al rigore, al 22’, quando Gravillon salta in area in maniera scomposta e tocca la palla con la mano sinistra. Sarebbe rigore, ma la terna arbitrale non vede e il Pescara se la cava. Nella ripresa, fuori Antonucci e dentro Bellini. Pillon passa dal 4-3-3 al 4-4-2 con Marras e Crecco esterni e la squadra sembra reagire positivamente. Appare più compatta. Ma stavolta ci si mette Fiorillo con una incertezza che, al 9’, permette a Tutino di segnare l’ottavo gol stagionale. Pochi minuti ed ecco il pari. Punizione di Memushaj dalla sinistra e Scognamiglio di testa indirizza la palla sul secondo palo con il portiere Perina che resta a guardare. Botta e risposta nel giro di quattro minuti. Poi, davvero poco. Entra Del Sole (per Monachello) che prova a fare tandem con Bellini. Ma il Cosenza non trema. Il pareggio non fa una piega. Alla fine, la curva Nord applaude i biancazzurri in uno stadio che nemmeno stavolta offre un bel colpo d’occhio: 6.088 tra paganti e abbonati. Non sembra una piazza in lotta per la promozione diretta. Non sembra una squadra in grado di sostenere questa ambizione. Le assenze dei big si fanno sentire. Sarà anche una rosa larga numericamente, ma evidentemente le seconde linee non sono tutte all’altezza dei titolari. E quando mancano Brugman e Mancuso contemporaneamente giocare una brutta gara ci può stare. A chi ha la memoria corta va ricordato che la scorsa estate tutti avrebbero messo la firma per trovarsi a marzo in questa posizione di classifica.
@roccocoletti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA