C’è troppa Inter per un Pescara fragile e innocuo

Confronto senza storia: i nerazzurri vanno a mille e sfruttano la superiorità fisica e atletica
C’è chi va fortissimo e chi va piano. E Inter-Pescara non poteva che finire con il settimo successo consecutivo dei nerazzurri che sorpassano la Lazio (battuta dal Chievo nel primo anticipo del sabato) e si insediano al quarto posto in classifica. Ai biancazzurri nemmeno l’onore delle armi, troppo divario in campo al Meazza. Il primo tempo è poco più di un allenamento per la squadra di Pioli che sfoggia una condizione atletica straripante e una potenza fisica debordante. Troppo, decisamente troppo per questo Pescara che è a terra e compie un altri passo verso la serie B. Non ha i mezzi per competere normalmente – zero vittorie sul campo, vale la pena ricordarlo – figurarsi contro questa Inter che è tutta un’altra squadra rispetto a quella dell’andata che si è imposta all’Adriatico-Cornacchia. I nerazzurri sono in salute, i biancazzurri in depressione. Confronto impari, nonostante l’incoraggiante inizio di gara della formazione di Oddo. Buon fraseggio in mezzo al campo, ma lì davanti era e resta spuntata e lì dietro è di un vulnerabile spaventoso. A livello fisico il gap è imbarazzante: da una parte i marcantoni in maglia nerazzurra e dall’altra gli esili biancazzurri. Che hanno anche modo di illudersi, quando al 23’ Verre segna, sulla respinta di Handanovic su tiro di Kastanos, ma è in fuorigioco. Nemmeno un giro di lancette, nemmeno il tempo di riguardare l’azione al replay che l’Inter è in vantaggio. La solita dormita difensiva del Pescara sugli sviluppi di un angolo: questa volta è Bahebeck che si lascia sfuggire D’Ambrosio che appoggia in rete da solo sul secondo palo. Tutto facile, troppo! Le maglia biancazzurre sono in balia di quelle nerazzurre che fanno il bello e il cattivo tempo. Il 4-2-3-1 di Oddo a tratti ruba l’occhio a centrocampo, spesso è sovrastato dagli avversari che fanno il bello e il cattivo tempo infiammando il pubblico. Al 35’ è Bizzarri che salva in uscita su Joao Mario. Ma il portoghese si rifà sul finale di tempo quando gonfia la rete da pochi passi su assist di Perisic con i difensori a fare le belle statuine. Partita virtualmente chiusa, ben oltre quello che può far pensare il 2-0 con il quale si va all’intervallo. Nella ripresa l’Inter ha un po’ allentato il ritmo, convinta ormai che il più era fatto. E la partita è diventata più abbordabile per il Pescara. Che al 14’ ha sfiorato la rete con Bahebeck sul quale ha respinto Handanovic. E’ stato l’unico lampo biancazzurro, oltre al solito e sterile fraseggio. Gara che si è trascinata stancamente fino al 28’ quando Eder, appena entrato, ha girato in rete un assist di Icardi partito in fuorigioco netto, sfuggito all’assistente. 3-0, partita chiusa. Quasi una passeggiata per l’Inter che con Pioli ha conquistato 25 punti in 10 incontri. Netta la differenza di valori in campo, atletici e fisici ancor prima che tecnici. Non c’è mai stata partita nella notte di San Siro.
Il gesto di Zanetti. E allora al Pescara non resta che il bel gesto regalato dal vice presidente nerazzurro Javier Zanetti che, prima del fischio d’inizio, ha consegnato un mazzo di fiori all’Inter club di Penne in memoria di Alessandro Giancaterino, di Farindola, tra le vittime della tragedia del Rigopiano. E poi gli applausi alla fine del minuto iniziale di raccogliamento e gli striscioni di solidarietà esposti al Meazza.
Il futuro immediato. Per il resto, non resta che aggiornare (alcune) statistiche negative: terza sconfitta di fila, 42 gol al passivo (peggio ha fatto solo il Cagliari con 45) e 40 gare senza una vittoria (sul campo) in serie A. In attesa del recupero di mercoledì sera alle ore 21 all’Adriatico-Cornacchia contro la Fiorentina e della sfida contro la Lazio, sempre in casa (ore 15). Il calvario continua.
@roccocoletti1
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