Caidi indica la strada «Teramo, vai avanti con la rosa attuale»
L’ex difensore biancorosso parla a 360° tra passato e futuro «Non volevo andare via, Campitelli è stato come un padre»
TERAMO. Un anno fa, dopo sette stagioni, si è chiusa l’avventura di Nebil Caidi con la maglia del Teramo. Sette stagioni intense, per il quasi 32enne difensore romagnolo, durante le quali si è creato un legame forte con la città. Caidi, attualmente svincolato, attende una nuova opportunità per la sua carriera dopo l’ultimo campionato disputato nella prima parte a Picerno e nella seconda a Ravenna. L'ex giocatore biancorosso confida al Centro le sue impressioni sul Teramo, tra ricordi del passato e prospettive future.
Caidi, ha qualche rimpianto per come si è chiusa la sua storia con i biancorossi l’estate scorsa?
«Sì. Mi aspettavo di ricevere almeno una telefonata da parte della dirigenza, dopo tutto quello che ho dato in 7 anni, invece ho saputo che non c’erano chance di un rinnovo soltanto tramite il mio procuratore. La nuova proprietà ha scelto la strada di un profondo cambiamento. Credevo di ricevere un trattamento diverso. Ho fatto fatica a realizzare la separazione tra me e il Teramo, poi me ne sono fatto una ragione. Sono situazioni che fanno parte del calcio».
È stato un errore, a suo parere, cambiare in maniera così profonda la rosa?
«Non so. Nel mio ultimo anno a Teramo c’erano giocatori molto validi e con mister Maurizi si era creato un bel gruppo. La società, però, ha fatto una scelta netta e ha acquistato comunque elementi di ottimo livello per vivere un campionato da protagonista. Il calcio ha dimostrato ancora una volta di non essere una scienza esatta».
Cosa consiglia alla società in vista della prossima stagione?
«Di mantenere l’ossatura della squadra. Bisogna dare continuità alla rosa allestita l’estate scorsa. Quando si cambia così tanto, d’altronde, i risultati non arrivano subito. C’è bisogno di tempo e pazienza. Chi ha reso di meno nei mesi passati magari fa un grande campionato quest’anno. Auguro al Teramo di tornare a togliersi belle soddisfazioni».
Che ricordi conserva di Teramo?
«Tanti. La città e i tifosi resteranno per sempre nel mio cuore. Ci sono stati momenti belli e brutti. Ma è stata, nel complesso, un’esperienza indimenticabile».
Quali sono stati i momenti più belli in maglia biancorossa?
«La gara di Savona, che regalò al Teramo la B (poi revocata dalla giustizia sportiva, ndc). Il mio salvataggio sulla linea nello spareggio-salvezza col Lumezzane, ma anche la vittoria in rimonta del 2013 contro la Salernitana (4-1, ndc) che ci fece andare ai play off».
Dell’ex presidente Luciano Campitelli che ci dice ?
«È stato come un padre, tra di noi è rimasta una grande stima. Metteva una passione enorme in tutto quello che faceva per il Teramo».
Lei adesso è svincolato.
«Mi sto guardando intorno. Il Ravenna verrà riammesso in C, perciò spero di firmare nuovamente con loro. Ravenna è la mia città e giocare qui sarebbe la soluzione migliore».
Se un giorno si aprisse uno spiraglio tornerebbe a Teramo?
«Bella domanda. Sarebbe molto difficile per me dire di no ad una proposta del genere. Teramo sarà per sempre la mia seconda casa».
Gaetano Lombardino
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