Calcaterra a Pescara Il nipote sulle orme di Gabriele Pomilio

Il nuovo attaccante è figlio d’arte e ad appena 20 anni ha già giocato con Brescia, Florentia, Civitavecchia e Roma
PESCARA. Nel segno della tradizione. La seconda stagione del Pescara Pallanuoto in A2 sta nascendo con un richiamo al passato. E così dopo Francisco Molina, fratello di Guillermo, pilastro della Nazionale azzurra e alle Naiadi nella stagione 2001-2002, ecco l’attaccante Enrico Calcaterra, 20 anni, figlio di Roberto e nipote di Alessandro che, in vasca, hanno scritto alcune delle pagine più belle della pallanuoto italiana. Un cognome pesante, un ragazzo nato e cresciuto a pane e pallanuoto, perché la mamma, Franca, è la figlia del compianto Gabriele Pomilio, dirigente della Fin e del Pescara, e, di conseguenza, nipote di Amedeo, oggi vice allenatore della Nazionale e supervisore tecnico del Pescara. Questo tanto per chiarire i legami con il passato del terzo volto nuovo della squadra della presidente Cristiana Marinelli e del vice Stefano Di Properzio. Squadra affidata a Paolo Malara che, a partire dal 10 settembre, dovrà assemblare le qualità tecniche e umane per tirare fuori una squadra in grado di lottare per la promozione, anche se la società parla di valorizzazione dei giovani e miglioramento del piazzamento ottenuto nella passata stagione. Enrico Calcaterra all’anagrafe risulta nato a Pescara, nel 1998, ma ha vissuto prima a Firenze e poi a Brescia dal momento che è in Lombardia che la famiglia si è stabilita. Ed è a Brescia che il piccolo Enrico ha cominciato a praticare la pallanuoto quando aveva appena sei anni e andava in piscina con papà. Un giocatore precoce Enrico, dal momento che ha esordito in A1, con Brescia, quando aveva 15 anni. Si è tolto anche lo sfizio di giocare (nel 2012) una partita con papà, prima che Roberto appendesse la calottina al chiodo. E poi nel 2017 in un Florentia-Lazio ha sfidato lo zio Alessandro. Il piccolo Enrico dopo il debutto a Brescia si è trasferito alla Florentia e successivamente ha fatto due anni a Civitavecchia, in A2. La scorsa estate il passaggio a Roma dove ha conquistato la promozione, giocando (e segnando) nelle stesso girone del Pescara. Adesso il presente si chiama Pescara, laddove è nato e laddove la famiglia (dalla parte della mamma) ha fatto la storia della pallanuoto sia con il nonno Gabriele che con lo zio Amedeo. Chi lo conosce racconta che era il cocco del nonno Gabriele, d’ora in poi potrà onorarne la memoria a suon di gol e lottando per riportare la pallanuoto ai vecchi fasti. «Siamo contenti perché si tratta di un ragazzo serio e di un giocatore promettente», ha detto la presidente Cristiana Marinelli, «che avrà modo di sviluppare le sue potenzialità e di essere di supporto ai nostri giovani». Il nome di Enrico Calcaterra si aggiunge nella casella degli arrivi a quelli del centroboa Francisco Molina (al posto del croato Delas) e del portiere Goran Volarevic (al posto di Cappuccio passato al Latina).
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