Calcio

Calciatori del Chieti senza soldi, famiglia offre pranzo e cena: «Ora mangiano a casa nostra»

25 Aprile 2026

Katia e Marco Petrella: «Questi ragazzi sono come figli, non cerchiamo visibilità». E arriva il grazie degli atleti neroverdi: «Voi siete i genitori migliori del mondo»

CHIETI. Una famiglia dal cuore d’oro apre le porte di casa e offre pranzo e cena ai giocatori del Chieti rimasti senza soldi. In una società accerchiata dai creditori, dove gli stipendi non vengono pagati, dove un calciatore apre una raccolta fondi e dove un tifoso paga il pullman alla squadra per andare in trasferta, diventa difficile anche garantire un pasto giornaliero ai calciatori.

In tempi di crisi, il vitto è un costo in più da sostenere per il club teatino rimasto al verde dopo il declino di Altair D’Arcangelo, il procacciatore d’affari che aveva promesso mari e monti e un futuro radioso al Chieti Calcio. Il castello dei sogni è crollato, D’Arcangelo è sparito dai radar e la società teatina, rimasta in mano al presidente Gianni Di Labio e al suo vice Dario Scurci, sta attraversando uno dei momenti più complicati della sua storia ultracentenaria. È nelle fasi di emergenza, nella vita così come nello sport, che si mette in moto la macchina della solidarietà. Katia Tarquini e suo marito Marco Petrella hanno deciso di aiutare la squadra.

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