calcio a 5» PARLA IL PRESIDENTE

12 Luglio 2018

CITTA’ SANT’ANGELO. Enio Barbarossa è arrivato al vertice del calcio a 5, essendo campione d’Italia con l’AcquaeSapone. Una scalata iniziata venti anni fa che - almeno questa è la sensazione - non si...

CITTA’ SANT’ANGELO. Enio Barbarossa è arrivato al vertice del calcio a 5, essendo campione d’Italia con l’AcquaeSapone. Una scalata iniziata venti anni fa che - almeno questa è la sensazione - non si fermerà alla conquista del primo scudetto ottenuto nel giugno scorso. Le mire sono più alte. Di certo aprire un ciclo in Italia dopo aver messo in bacheca nel 2018 coppa Italia e tricolore. E poi fare bella figura in Europa con l’ambizione, nemmeno tanto celata, di portare a casa, prima o poi, la Champions.
Presidente, come nasce la passione per il calcio a 5?
«Grazie ai ragazzi della zona San Martino, qui a Città Sant’Angelo, di ritorno da un viaggio di piacere in Brasile, circa 20 anni fa. Mi chiesero una sponsorizzazione per fare una squadra di calcio a 5. Lo fecero davanti a una tavolata di arrosticini. E io risposi di sì, a patto di arrivare in serie A. E lì siamo giunti partendo dalla C2».
In serie A avete appena vinto lo scudetto.
«La svolta c’è stata con l’arrivo in panchina di Perez. Io ho grande stima di Antonio Ricci (il tecnico sostituito dallo spagnolo nel gennaio scorso, ndr), ma la squadra aveva bisogno di altro. Di un allenatore che lavorasse in una certa maniera. Perez gode di stima da parte dei giocatori. Che lavorano duro e, se necessario, vanno in tribuna con il sorriso».
Cos’altro ha portato Perez?
«Tino ha esperienza. E, soprattutto, ha lavorato sul piano fisico e atletico. Il futsal ha bisogno di intensità agonistica e con il suo avvento la squadra è migliorata sotto questo aspetto».
Avete vinto lo scudetto dopo averlo sfiorato nel 2014.
«Me la ricordo quella finale con la Luparense. La perdemmo per via di qualche svista arbitrale e perché arrivammo stanchi alle ultime partite».
Come mai si è appassionato di calcio a 5?
«Per apprezzare questa disciplina sportiva devi assistere dal vivo alle partite, non in televisione. Perché davanti a uno schermo non hai la giusta percezione dell’intensità agonistica che caratterizza il futsal».
Abruzzo terra di calcio a 5.
«Siamo arrivati ad avere tre squadre in serie A, bellissimo. Ora siamo in due (con la neopromossa Civitella Sicurezza, ndr). L’Abruzzo, come il Lazio e il Veneto, ama questo sport. Lo segue con passione. E a tal proposito devo fare i complimenti al presidente Montemurro (a capo della Divisione calcio a 5, ndr) che ha cambiato molte cose. Alcune intuizioni hanno fatto guadagnare posizioni al movimento. L’ultima il passaggio da SportItalia a Fox. Se riesce a portare la serie A a 16 squadre centra un altro obiettivo importante. Questa soluzione darebbe la possibilità di concedere più spazio ai giovani».
Già, perché nel calcio a 5 tra stranieri e naturalizzati gli italiani hanno poco spazio.
«L’allargamento del campionato andrebbe in questa direzione. Ci sarebbe più spazio per i nostri ragazzi. Nel 2013 abbiamo vinto lo scudetto under 19 con giovani abruzzesi contro la Fenice che già aveva un paio di brasiliani. Purtroppo, quei ragazzi non sono riusciti a trovare spazio in serie A che è un campionato molto tirato. In questa stagione abbiamo vinto un altro scudetto, nella categoria Allievi, e spero che i ragazzi riescano ad affermarsi».
Quanto costa una stagione dell’AcquaeSapone?
«Non lo so, io sono uno degli sponsor della squadra. Ne abbiamo 40 sparsi in tutta Italia».
Dopo lo scudetto c’è la Futsal Champions League.
«Siamo per la prima volta in Europa, in tredicesima posizione nel ranking. Andremo a giocare a Cipro la prima fase in cui saremo chiamati in causa».
Con quale obiettivo?
«Lo dico ai ragazzi, ma anche ai miei collaboratori in azienda (circa 2.400 persone lavorano nell’orbita Acqua&Sapone, ndr); c’è un motto che vale per tutti i campi della vita: bisogna cercare di lavorare bene, perché se lavori bene i risultati arrivano. Possono essere più o meno prestigiosi per via di qualche dettaglio, ma se non lavori bene certi traguardi non arriveranno mai».
Quindi?
«Di certo non faremo le comparse».
La squadra?
«A mio avviso è forte. E ha bisogno di pochi ritocchi, alcuni sono già arrivati (sono ore decisive per l’argentino Luciano Avellino del Kaos, ndr), Ercolessi e Cuzzolino. E comunque ci atteniamo alle indicazioni del mister Perez».
A gennaio il cambio Ricci-Perez con la squadra a un punto dal primo posto, ma c’è un precedente...
«Stagione 2007-2008, eravamo in serie B. La squadra era prima con diversi punti di vantaggio sulle rivali, ma non si esprimeva bene. Non giocava un buon calcio a 5. E così decidemmo di cambiare. Ripeto: se lavori bene i risultati arrivano...».
La società è di Città Sant’Angelo, ha giocato prima a Montesilvano, poi a Chieti e infine a Pescara. Nella prossima stagione?
«Stiamo valutando e comunque ringrazio tutti gli enti che ci hanno ospitato».
Dovreste giocare al Pala Giovanni Paolo II di Pescara.
«Stiamo vedendo il da farsi, non nego che questa è una delle soluzione al vaglio».
Lei con il marchio Acqua&Sapone ha lasciato il ciclismo dopo una decina di anni ad alti livelli.
«Nei primi anni Duemila abbiamo investito tanto su una disciplina per la quale ho un debole particolare. Ma quando vedi che al Giro d’Italia non invitano squadra italiane capisci che è ora di fare le valige e di pensare ad altro. Penso a quello che sta accadendo alla Nippo Vini Fantini di Valentino Sciotti e non posso che solidarizzare con lui».
E’ vero, come ha detto Di Luca, che nel ciclismo tutti si dopano?
«Lui è stato un addetto ai lavori, se lo dice lui... Di certo, noi non abbiamo mai avuto a che fare con certe pratiche. D’altronde, siamo Acqua&Sapone...».
Le sue passioni oltre al calcio a 5?
«Il ciclismo e la MotoGp, sono un appassionato di Valentino Rossi».
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA