Calcio a 5, Real Dem sempre in testa

20 Febbraio 2016

Serie B: a sei gare dal termine il sogno dell’A2 è dietro l’angolo. Oggi c’è il Loreto

MONTESILVANO. A sei giornate dal termine, il Real Dem è lì, in vetta alla classifica. Primo posto nel campionato di serie B di calcio a 5, girone D. Sette punti di margine sulla seconda, l’Angelana, e il vantaggio dello scontro diretto tra le mura amiche. Il 5-1 sul campo del Fano, sabato scorso, è stato solo l’ultimo tassello di un puzzle fatto di 46 punti conquistati su 48 disponibili. Frutto di lavoro e di programmazione, quest’anno come in passato. A partire dal 1996.

Si comincia in serie D, ci racconta il socio fondatore e attuale direttore sportivo Enea D’Alonzo. Lo spareggio promozione perso con il Guardiagrele al primo tentativo viene riscattato l’anno successivo con l’approdo in C2, dove i montesilvanesi restano per tre stagioni. Poi il salto di categoria, cinque anni di C1, quindi la serie B. Diversa rispetto a quella di oggi.

Tre campionati consecutivi improntati alla tranquillità, prima di fare un passo indietro al termine di una stagione disgraziata. L’amarezza per un campionato in cui va storto tutto quello che può andare storto non abbatte l’universo Real Dem.

Ci si rialza, prontamente, e si torna in carreggiata, per imboccare la strada che conduce ai giorni nostri. I sacrifici fatti vengono ripagati con i successi dello scorso anno: vittoria del campionato impreziosita dalla conquista della Coppa Italia regionale.

Il Real Dem è tornato, la serie B è di nuovo realtà. Nessuno però immagina quello che deve accadere. Siamo in estate. D’Alonzo, insieme ai suoi collaboratori, vuole allestire una squadra all’altezza della stagione alle porte. La terza categoria nazionale è stato il massimo traguardo raggiunto in vent’anni di storia e nessuno qui vuole lasciarsela sfuggire. All’improvviso, il colpo di scena. Luciano Mazzocchetti si stacca dal Città di Montesilvano e decide di sposare il progetto Real Dem. Arrivano soldi freschi e con loro la possibilità di costruire una rosa in grado di puntare a qualcosa che vada al di là di una semplice salvezza.

Vengono acquistati giocatori come Palusci, Dodò, Repetto e Marcelino (fratello di Rafinha del Bayern Monaco), ma soprattutto Junior, un lusso per la categoria, il punto di riferimento della squadra. L’ex capitano del Montesilvano campione d’Italia, a 43 anni è ancora in grado di fare la differenza. Gioca, segna e insegna. Proprio così. La società gli ha chiesto di curare anche la scuola calcio e lui non si è fatto pregare.

Perché per D’Alonzo, lavorare con i giovani è un punto fermo: «Avere un buon vivaio è alla base di ogni successo. Lavoro con i ragazzi da sempre. Quando la divisione ha imposto la scuola calcio obbligatoria, otto anni fa, ho iniziato una serie di collaborazioni. Con il Montesilvano, con l’Acqua&Sapone fino a quella congiunta con Pescara Calcio e Pescara Calcio a 5. Io gestivo il lavoro con i più piccoli e loro mi fornivano qualche giovane di belle speranze».

I giovani certo, ma non solo. Per vincere occorrono uomini esperti, in grado di fare la differenza. Il Real Dem a dicembre è da solo in vetta alla classifica e la società decide di fare uno sforzo ulteriore. Ingaggia Bruno Rossa e Texeria, dichiarando apertamente a tutta la concorrenza di puntare alla A2. E non solo.

Tra poco più di un mese ci saranno le final eight di Coppa Italia, appuntamento al quale la squadra di D’Alonzo arriva al termine di un doppio turno preliminare.

Innegabile però che a questo punto tutti i fari siano puntati sul campionato. Oggi, al PalaRoma, è in programma il derby con il Loreto, terza forza del campionato.

«Probabilmente l’impegno più complicato che ci attende», dice ancora Enea D’Alonzo. «Sia perché è un derby, sia per le assenze di Marcelinho, squalificato, e Bruno Rossa, infortunato. E poi ora tutti vogliono far bene contro di noi».

Ma l’obiettivo, adesso, è davvero ad un passo. Mancano solo sei curve prima del traguardo finale. Chi vuole faccia pure gli scongiuri del caso. L’appuntamento con la storia non è mai stato tanto vicino.

Adriano De Stephanis

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