Calcio a 5, stagione finita tra i veleni

19 Aprile 2020

Cinque club (tra cui l’AcquaeSapone) si arrendono e attaccano

PESCARA. La stagione della serie A di calcio a 5 è finita. A stabilirlo sono stati i presidenti delle società Italservice Pesaro, AcquaeSapone, Real Rieti, Came Dosson e Sandro Abate. Che, fino a qualche settimana fa, avevano dato la loro disponibilità alla prosecuzione della stagione 2019/2020. Si sono riuniti in conference call e hanno preso atto dell’impossibilità a concludere il campionato e stabilire i verdetti. A questa determinazione i cinque presidenti di società di calcio a 5 sono giunti dopo aver visto che gli altri club - già ai primi di marzo - avevano un po’ smobilitato, chiudendo di fatto la stagione nel momento in cui hanno autorizzato i propri tesserati stranieri a lasciare l’Italia. Non a caso i presidenti si sono lasciati andare a una considerazione che riguarda la gestione del movimento: «Constatate le divergenze tra i vari consiglieri del direttivo», hanno scritto in un comunicato, «hanno deciso di fermarsi qui perché non interessate ad alcun tipo di “giochi di potere” che danneggerebbero l'immagine di questo sport e non sarebbero rispettose di chi ha fatto e continua a fare enormi sacrifici per portare avanti il movimento».
Una chiusura delle ostilità non priva di condizioni, perché a livello economico c’è chi da tempo ha preso la palla al balzo per mandare a casa i propri giocatori da tempo risparmiando tanti soldi e chi ordina il rompete le righe solo adesso con spese ovviamente lievitate. «È legittimo in questo momento dare priorità alla salvaguardia della salute dei calcettisti», sostengono i presidenti dell’Italservice Pesaro, Acqua&Sapone, Real Rieti, Came Dosson e Sandro Abate, «ma ritiene altresì prematuro e affrettato l’atteggiamento assunto da determinate realtà, che ancor prima di analizzare l’andamento dell’emergenza sanitaria e la sua evoluzione complessiva, hanno scelto la strada della chiusura anticipata».
Da qui una richiesta di ripartire la prossima stagione a determinate condizioni, queste: controllo scrupoloso di garanzia sull'ammontare dei contratti depositati in Divisione; controlli periodici sui pagamenti degli emolumenti mensili da parte degli organi preposti; una serie A con un numero di squadre partecipanti non superiore alle 16 unità; aumento dell'ammontare della garanzia fideiussoria o incremento della tassa d’iscrizione.
Per quanto riguarda la squadra che la Divisione dovrà iscrivere alla prossima Champions League, i cinque club si sono accordati nel riconoscere questo diritto all’Italservice Pesaro che comandava la classifica del campionato di serie A, davanti all’AcquaeSapone, al momento dell’interruzione per l’emergenza sanitaria da Covid-19.
A questo punto si attende che la Divisione si pronunci in via ufficiale su quello che sarà il calcio a 5. Ma va ricordato che il presidente Andrea Montemurro è reduce dalla bufera Calcettopoli, scoppiata a metà febbraio, con una registrazione telefonica resa pubblica con il presidente del Latina Gianluca La Starza dai contenuti poco edificanti . (r.c.)
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