CALCIO E LIBRI A HAY-ON-WYE

11 Giugno 2016

Dovessimo scegliere quale partita seguire, delle tre oggi in calendario ad Euro 2016, non avremmo dubbi. Galles vs. Slovacchia. Potessimo scegliere dove assistere a questa partita, avremmo ancora...

Dovessimo scegliere quale partita seguire, delle tre oggi in calendario ad Euro 2016, non avremmo dubbi. Galles vs. Slovacchia. Potessimo scegliere dove assistere a questa partita, avremmo ancora meno dubbi. Il cuore delle palle di carta non può che essere colà, ad Hay-on-Wye, in gallese Y Gelli Gandryll. Perché la curiosità ci divora: in quante delle 23 librerie, la gran parte antiquarie, che hanno reso famoso questo paesino in tutto il mondo (perché? beh, conta 1.846 abitanti, ultimo censimento, fate un po’ voi) ci si sintonizzerà con Bordeaux, dove Bale e soci scendono in campo contro Hamsik e soci?

Sì, sarebbe un buon posto per verificare come e quanto siano possibili gli incroci tra calcio e letteratura. In fondo, l’esperimento potrebbe essere persino un diversivo per una squadra, quella gallese, accreditata di zero possibilità di passare il turno. Non vinci con tre giocatori buoni ed uno stratosferico in campo. Non basta. Così ci si lascia andare per le stradine di Hay-on-Wye, il paesino che l’eccentrico Richard Booth - negli anni Settanta autoproclamò l’indipendenza del posto... - ha trasformato in una attrazione turistica e culturale da leccarsi i baffi. E ci si chiede ancora quale demone e quali fantasmi abbiano inseguito un uomo che il Galles non dimentica e del quale però si parla il meno possibile.

Perché se il Galles oggi è tornato in una competizione che conta - non accadeva dal 1958 - lo si deve anche a Gary Speed, l’allenatore della compagine dei dragoni, che nel novembre di cinque anni fa si è impiccato, in casa. Lui, primo giocatore della storia del calcio britannico ad avere raggiunto le 500 presenze in Premier League. Alto era, e bello, e ricco, con una moglie modella. In una delle tante librerie di Hye-on-Wye c’è anche il libro che racconta la sua vita (e la sua affrettata fine: a 42 anni). Lo ha scritto Paul Abbandonato, si intitola “Gary Speed Remembered”.

Sì, nelle librerie dove una teiera e qualche biscottino non mancano mai, più che delle tattiche oggi messe in campo da Chris Coleman, il mister che guida i gallesi, si parlerà di come il calcio possa narrare altre vicende, ora liete, talvolta tragiche, invece. Oppure comiche.

Perché di Coleman si legge anche in un libro freschissimo di stampa, “Olio di canfora” (edizioni inContropiede). Un viaggio tra i paesi dell’Europeo scritto da Federico Mastrolilli e figlio di una fortunata trasmissione radiofonica. Scanzonato, documentato resoconto che incrocia storia e storie, pallone e società. E dove apprendiamo che il Coleman medesimo, «allenatore mediocre accolto con scetticismo» ha fama di pasticcione. Una volta arriva tardi ad una conferenza stampa. «Lavatrice rotta, casa allagata» balbetta. Ed invece ha fatto le cinque di mattina nei locali notturni. Un’altra volta si perde una trasferta in Macedonia. La squadra è già sull’aereo ma lui, il ct, ha dimenticato il passaporto.

Tranquilli, oggi ci sarà. Pob lwc, Cymru. Buona fortuna, Galles.

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