Calori è la bestia nera del Pescara

L’allenatore del Brescia mai ko con i biancazzurri. Nel 2011, prima di Zeman, era in pole per la panchina
PESCARA. Per gli amanti della cabala, Pescara-Brescia è una sfida densa di spunti. Innanzitutto, Alessandro Calori è la “bestia nera” dei biancazzurri. L’allenatore del Brescia li ha affrontati cinque volte in carriera collezionando due vittorie e tre pareggi. I primi confronti risalgono al 2009-10 in Prima divisione quando Calori è al timone del Portogruaro che conquista il primo posto superando Pescara e Verona.
In Veneto finisce in parità (2-2), mentre all’Adriatico decide una rete di Ettore Marchi, l’attuale capocannoniere della serie B che gioca con la Pro Vercelli.
L’anno successivo un’altra gioia per il tecnico che guida il Padova al successo per 3-1 contro il Pescara, mentre gli ultimi due confronti tra si sono conclusi in parità. C’è da dire che anche Marco Baroni vanta una tradizione positiva contro il Brescia (su tre partite, due vittorie e un pareggio). Quello odierno sarà il primo duello tra colleghi che sono nati a pochi chilometri di distanza (meno di 80). Entrambi toscani, Calori è originario di Arezzo, Baroni di Firenze. Dunque, sarà una sorta di derby tra i due che lottano per obiettivi opposti. Chi la spunterà? L’impresa più ardua tocca all’ex difensore del Perugia che da quando si è seduto sulla panchina bresciana non è riuscito a cambiare marcia alla squadra. In precedenza era andata male anche all’ex pescarese Ivo Iaconi che tra mille problemi societari aveva comunque tenuto a galla i lombardi (quintultimi nel giorno dell’esonero). Poi era stato il turno di Ivan Javorcic e Salvatore Giunta, sostituiti da Calori a metà febbraio. Ora le “rondinelle” sono scivolate all’ultimo posto, ma lui non ha alcuna intenzione di gettare la spugna. «Crederci? Sempre», afferma il 49enne aretino, «fino a quando ci sarà una speranza, anche piccola, non bisogna mollare. Il Pescara? È partito zoppicando, poi è cresciuto trovando il suo equilibrio. Sono venuti fuori i veri valori della squadra». In passato Calori è stato vicinissimo al Pescara in varie circostanze. Nel 2011, prima che spuntasse il nome di Zdenek Zeman, il suo era il nome più gettonato, soprattutto per la stima che il presidente Sebastiani nutre nei suoi riguardi. Invece, proprio in quella stagione grazie al boemo il Delfino tornò a vincere a Brescia dopo quasi trent’anni: 3-0, doppietta di Immobile e rete di Insigne.
Un’impresa che Baroni ha emulato nel match di andata trionfando al Rigamonti: 3-1 con un gol di Melchiorri e due di Maniero.
Ultime Brescia. I problemi per Calori sono a centrocampo. Assenti Benali (squalificato) e Quaggiotto (lesione muscolare), nel 4-3-2-1 in mediana giocheranno H’Maidat, Scaglia e Budel che ha smaltito un affaticamento, così come Sodinha. Quest’ultimo agirà accanto a Sestu a ridosso di Corvia. In difesa, davanti ad Arcari, Zambelli, Di Cesare, Coly e Antonio Caracciolo, mentre Andrea, l’”Airone”, partirà dalla panchina.
Giovanni Tontodonati
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