Cammarata: Delfino da A Io e Mancuso, che coppia

24 Maggio 2019

Il bomber, doppio ex, allena il Muscat in Oman e segue i play off dal suo tablet  «Al Bentegodi un grande Pescara: è la mentalità giusta per la promozione»

PESCARA. È a Mascate, in Oman, dall’altra parte del mondo. Ma con il cuore è già al ritorno della semifinale play off di domenica all’Adriatico. «Peccato non esserci, spero di tornare per la finale...». Pescara-Verona è per Fabrizio Cammarata una partita speciale. Il 43enne di Caltanissetta è stato il bomber dei biancazzurri e degli scaligeri. Ha vestito la maglia dell’Hellas per quattro stagioni, vincendo due campionati di serie B, e quella del Pescara nel ’97-98 e nel 2005-2006, allenando anche le giovanili del Delfino per quattro anni. Oggi Cammarata, dopo l’esperienza in Russia nel settore giovanile del Terek Groznyj, allena il Muscat Fc Academy, squadra della capitale dell’Oman. Mercoledì ha visto Verona-Pescara dal suo tablet.
Cammarata, che partita è stata?
«Sembrava una gara di serie A. Il primo tempo è stato spettacolare, con tante occasioni da gol. I portieri hanno fatto interventi decisivi e sono stati i migliori in campo. Nella ripresa c’è stato più tatticismo. Il pareggio è giusto, ma è strano che sia finita 0-0 perché è stata una bella partita».
Si aspettava un Pescara così propositivo?
«Faccio i complimenti al Delfino perché non ha pensato solo a difendersi ma è andato al Bentegodi per fare la partita come se dovesse vincere per forza. È questa la mentalità giusta».
È un Pescara da serie A?
«La squadra ha dimostrato di poter centrare la promozione. La conferma è arrivata al Bentegodi, ma è da inizio stagione che il Pescara sta facendo grandi cose. Io non sono sorpreso. Sì, durante la stagione ci sono state battute d’arresto ma è normale. Se il Pescara è arrivato fin qua, vuol dire che ha i mezzi per andare in A. Pillon è uno di poche parole, ma è molto concreto».
E il Verona?
«Non datelo per spacciato. A questo punto il Pescara è favorito, ma l’Hellas è vivo e farà una grande partita all’Adriatico. Conosco Aglietti e sono sicuro che le proverà tutte. Il Pescara deve ripetere la stessa prestazione del Bentegodi, giocando a viso aperto senza fare calcoli. Peccato non esserci. Per fortuna ho il tablet e la vedrò su Dazn».
Lei per chi tiferà?
«Questa è una bella domanda (sorride, ndc). A Pescara ci vivo e sto benissimo, ma un pezzo del mio cuore è a Verona. Che vinca il migliore».
Si ricorda la doppietta segnata al Pescara di Francesco Oddo quando giocava all’Hellas?
«Sì, ma la cosa bella è che ho sempre segnato da ex, anche quando stavo al Pescara e ho giocato contro l’Hellas. Sono due squadre che ho nel cuore. Verona mi ha cresciuto, lì ho fatto la serie A e ricordo ancora la doppietta alla Juventus. Pescara è casa mia, conosco il presidente, la gente e vado spesso allo stadio. Il più bel ricordo in biancazzurro è quando arrivammo fino agli ottavi di coppa Italia, prima di perdere con la Fiorentina».
Chi sarà il giocatore decisivo nei play off?
«Scommetto su Mancuso. Mi ha sorpreso molto, ha fatto un campionato straordinario. Saremmo una bella coppia: lui è più un esterno, io più prima punta».
Quale sarà la finale?
«Dico Benevento-Pescara. Spero di esserci, tornerò la prossima settimana».
Come vanno le cose in Oman?
«È un’esperienza che mi sta formando sotto l’aspetto umano e tecnico. È un Paese sicuro, qui non mi manca niente. Ma spero che squilli il telefono perché voglio allenare in Italia».
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