Campagnaro è tornato, il Pescara ha l’anima rock

12 Ottobre 2018

Il difensore argentino (38 anni) è la colonna della difesa biancazzurra di Pillon Leader silenzioso, ama gli AC/DC e con la sua chitarra ha unito il Delfino

PESCARA. Leader silenzioso e carisma da vendere. Dalle strimpellate con la sua chitarra nel ritiro estivo di Palena è partito il nuovo Pescara. Unito, affiatato e solido. Hugo Campagnaro a 38 anni si è riscoperto amuleto e guida del Delfino primo in classifica. L’anno scorso in molti lo davano per “finito”, invece lui si è rimboccato le maniche e ha stupito tutti. Nel torneo scorso, i ripetuti problemi al polpaccio non gli hanno permesso di rendersi utile, così il difensore argentino ha chiuso con sole 7 presenze. In panchina c’era Zeman che non faceva sconti a nessuno. Per giocare bisognava allenarsi e rispettare lo stesso programma svolto dal resto della squadra. Bepi Pillon, invece, gli ha dato la possibilità di gestirsi in modo autonomo, ovviamente sempre in accordo con lo staff tecnico e sanitario. Così Hugo, che da qualche anno convive con un guaio al polpaccio, si è potuto preparare con estrema serenità e ha avuto ragione.
Finora 5 presenze su 7 gare per il “toro” di Moron, cresciuto a Coronell Baigorria – poco più di 1.500 anime a 700 chilometri da Buenos Aires– che adora la musica rock e il suo idolo è Angus Young, il chitarrista degli AC/DC. Possiede 9 chitarre e 2 bassi e ha un debole per i Green Day. L’ex difensore di Napoli e Inter quest’anno con la chitarra ha deliziato i suoi compagni di squadra durante i momenti di relax del ritiro estivo. Umile e sempre disponibile, Hugo si è messo al servizio di Pillon che ha forgiato un Pescara “rock”, come piace a lui. Classe 1980, l’esperto difensore ama leggere: Gabriel Garcia Marquez, Pablo Neruda e Mario Benedetti sono suoi scrittori preferiti. Nello spogliatoio il suo silenzio è assordante, visto che basta uno sguardo per intendersi con i compagni di squadra, specie con Del Grosso e Balzano, i più carismatici dello spogliatoio biancazzurro. Finora con lui in campo il 20enne Andrew Gravillon ha sfoggiato prestazioni sontuose e il Delfino ha messo in mostra una retroguardia quasi imperforabile, calcolando i 7 gol subiti e le zero sconfitte. Certamente Hugo non potrà essere presente in tutti gli incontri, però Pillon è ben contento di avere a disposizione un elemento di una simile carature tecnica e un livello di personalità fuori dal comune. Il campione argentino, tra l’altro, in B è un amuleto visto che nel 2015-16, quando con Massimo Oddo in panchina il Delfino conquistò la serie A, collezionò 13 presenze e con lui in campo i biancazzurri ebbero un rendimento incredibile: 11 vittorie, un pareggio e una sola sconfitta. Il toro è tornato e adesso vuole “suonarle” a tutti.
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