Campagnaro vuole chiudere con onore

Il 40enne difensore stasera in campo dopo 5 mesi dall’ultima partita. Giocherà gli spareggi e poi inizierà ad allenare i giovani
PESCARA . L’ultimo atto di una carriera bellissima. Non ce ne saranno altri, sono esclusi ripensamenti, al termine dei play out Hugo Campagnaro chiuderà con il calcio giocato per dedicarsi alla nuova vita da allenatore nelle giovanili del Pescara. Prima dell’addio c’è un’altra battaglia da vincere, bisogna evitare una retrocessione che avrebbe conseguenze (sportivamente) drammatiche. Andrea Sottil ha deciso di affidarsi al suo carisma per tenere a bada l’attacco super del Perugia, in particolare Pietro Iemmello, vice capocannoniere del campionato con 19 reti. «Campagnaro è un grandissimo calciatore», le parole dell’allenatore del Delfino alla vigilia, «è attaccatissimo ai colori biancazzurri e alla città. È un uomo guida, sa quello che deve fare».
Lo scorso 27 giugno ha compiuto 40 anni, dei quali 18 trascorsi in Italia. «È in grado di giocare una partita serenamente», ha aggiunto Sottil. Hugo ha risposto alla chiamata, il rischio di smettere con un epilogo tremendo non lo preoccupa, stringerà i denti e proverà a guidare i compagni verso la salvezza. La sua esperienza potrebbe essere rivelarsi fondamentale per tamponare le lacune difensive che si sono manifestate nel corso della stagione (e acuite dopo il lockdown). L’ultima partita giocata risale all’8 marzo, a Benevento, e ha voglia di riscatto. Centrare la permanenza in B non sarebbe un obiettivo prestigioso, ma un piccolo premio per un calciatore che nel Bel Paese si è tolto parecchie soddisfazioni. Nel 2002 l’arrivo a Piacenza, cinque stagioni in Emilia (la prima insieme a Eusebio Di Francesco), poi le avventure con Napoli, Sampdoria e Inter.
Un secondo e un terzo posto, più la vittoria della coppa Italia con il Napoli nel 2012 nella finale contro la Juventus. Nel 2014, ai Mondiali in Brasile, vice campione del mondo con l’Argentina e l’anno successivo il trasferimento in riva all’Adriatico, dove ha contribuito in maniera determinante alla promozione in A del Pescara. Ne sa qualcosa il tecnico del Perugia Massimo Oddo, che allora guidava il Delfino e ai play out sarà l’ostacolo da superare. In quel torneo, a causa di ripetuti guai fisici, “il toro” Campagnaro ha giocato solo 17 partite (13 nella regular season e 4 ai play off) e con lui in campo il Delfino ha avuto un ruolino pazzesco: 14 vittorie, 2 pareggi e un solo ko.
Sottil si accontenterebbe di molto meno, gli basterà averlo al meglio per 180’, poi l’argentino potrà congedarsi e studiare da allenatore a Pescara, la città che lo ha adottato e dove ha scelto di vivere. «Ho tanta voglia di giocare e chiudere bene la carriera», ha detto tempo fa al Centro. Ci siamo, dai Hugo, serve l’ultimo sforzo.
Giovanni Tontodonati
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